Autore Bruno Pacifici
Fissazione dell’azoto Antisettici
Fissazione
dell'azoto Processo biologico o industriale con
cui l'azoto molecolare atmosferico viene
convertito in composti azotati, essenziali per la crescita delle piante e usati anche a livello
industriale.
I microrganismi
del suolo più ampiamente impiegati per la loro capacità di fissare l'azoto sono
i batteri simbionti del genere Rhizobium,
che colonizzano e formano noduli nelle radici di leguminose
come il trifoglio, l'erba medica e i piselli. In cambio dell'azoto i batteri ottengono dalle
leguminose altre sostanze nutritive. Talvolta queste leguminose vengono
piantate appositamente per rifornire di azoto i terreni esauriti da altre
coltivazioni; in questi casi il terreno viene addirittura inoculato con una particolare
specie di Rhizobium, al fine di aumentare la liberazione di azoto da
parte delle piante.
Quantità
minori di azoto vengono fissate nel terreno anche da batteri, aerobi e
anaerobi, a vita libera. Alcune specie di cianobatteri, come Anabaena, fissano l'azoto in simbiosi con la
felce d'acqua Azolla pinnata. Oggi il fabbisogno di azoto in agricoltura
è molto maggiore di quanto possa essere fornito con i processi biologici
naturali; pertanto la produzione di composti azotati a partire da azoto
atmosferico è una delle aree più rilevanti di tutta l'industria chimica.
Antisettici Agenti fisici o chimici che prevengono la putrefazione,
l'infezione e analoghe alterazioni nel cibo e nei tessuti viventi, distruggendo
i microrganismi o arrestandone lo sviluppo.
Fin dai tempi antichi il cibo viene conservato utilizzando
agenti antisettici come il calore nella cottura, il sale e l'aceto nella
salamoia, e il fumo di legna (che contiene creosoto, chimicamente simile
all'acido fenico) nell'affumicatura delle carni. Attualmente, gli agenti
antisettici principali utilizzati per la conservazione del cibo sono il calore
e il freddo, in processi come l'inscatolamento, la pastorizzazione e la
surgelazione. Un altro metodo di conservazione del cibo è l'irradiazione.
La
pratica di usare antisettici nella cura e nella terapia delle ferite venne
introdotta dal chirurgo inglese Joseph Lister nel 1868. Basandosi sulle scoperte del fisiologo
tedesco Theodor
Schwann e del
biochimico francese Louis
Pasteur, Lister
disinfettò le ferite chirurgiche e accidentali con una soluzione di acido
fenico e in cinque anni ridusse il tasso di mortalità da amputazione dal 45% a
circa il 12%. In seguito sono entrati in uso molti altri antisettici, fra i
quali i più importanti sono il bicloruro di mercurio, lo iodio, l'alcol, gli
ipocloriti e il mercurocromo. Il cloro viene usato per la sterilizzazione
dell'acqua, soprattutto negli acquedotti pubblici e nelle piscine.