Autore Bruno Pacifici

Concetti base:

Segnalibri : La classificazione , Le relazioni di parentela tra batteri odierni , La fermentazione in breve,  Il lievito in breve, i batteri in breve.

Immagini: spirochete , batteri flagellati

 

 

La classificazione degli organismi viventi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SISTEMA ARISTOTELICO A DUE REGNI

 

 

 

 

 

 

 

 

Piante

Animali

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Piante

Animali

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Alghe

Protozoi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Funghi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Procarioti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SISTEMA A TRE REGNI DERIVANTE
DALLA DISTINZIONE TRA PROCARIOTI ED EUCARIOTI

 

 

 

 

 

 

 

 

Piante

Animali

Monere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Piante

Animali

Procarioti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Alghe

Protozoi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Funghi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SISTEMA A CINQUE REGNI

 

 

   Tipo di nutrizione

Piante

Funghi

Animali

Protisti

Monera

 

 

 

 

 

 

 

 

Fotosintesi

Piante

 

 

 

 

Alghe

 

 

 

 

 

 

 

 

Assorbimento

 

 

Funghi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ingestione

 

 

 

 

Animali

Protozoi

 

 

 

 

 

 

 

 

Mista

 

 

 

 

 

 

 

 

Batteri e cianobatteri

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le relazioni di parentela fra i batteri odierni.

Si possono riconoscere due gruppi di batteri piuttosto distanti tra loro: gli eubatteri, che sono le forme che si incontrano comunemente, quelli che abitano il suolo, l’acqua e gli organismi viventi più grandi, e gli archebatteri, che si trovano in certi ambienti scomodi come nelle paludi, nelle profondità oceaniche, nelle saline e nelle sorgenti bollenti acide.

Esistono specie di batteri che possono usare praticamente qualunque tipo di molecola organica come cibo, compresi zuccheri, amminoacidi, grassi, idrocarburi, polipeptidi e polisaccaridi. Alcuni sono addirittura capaci di ottenere i loro atomi di carbonio dal CO2 e i loro atomi di azoto da N2. A dispetto della loro relativa semplicità, i batteri sono esistiti per un tempo più lungo di qualunque altro organismo e sono ancora il tipo di cellula più abbondante sulla Terra.

Fermentazione Trasformazione chimica che si verifica nelle sostanze organiche per azione di vari enzimi. La definizione generale comprenderebbe in pratica tutte le reazioni chimiche di importanza fisiologica, ma in genere l’uso del termine fermentazione viene limitato ai processi provocati da enzimi specifici, chiamati fermenti, prodotti da microrganismi come muffe, batteri e lieviti. Ad esempio, la lattasi, un fermento prodotto generalmente da alcuni batteri che si trovano nel latte, è responsabile dell’inacidimento di questa sostanza perché trasforma il lattosio in acido lattico. Una delle più importanti reazioni di fermentazione è quella alcolica: la zimasi, prodotta dal lievito di birra, trasforma gli zuccheri semplici, quali glucosio e fruttosio, in alcol etilico e diossido di carbonio. Reazioni di fermentazione sono pure l’irrancidimento del burro o la trasformazione del vino in aceto.

In genere, durante la fermentazione le molecole organiche vengono scisse in composti più semplici per effetto di catalizzatori. Ad esempio, grazie all’azione di diastasi e zimasi, l’amido viene idrolizzato dapprima in zuccheri complessi, quindi in zuccheri più semplici e infine in alcol.

Attualmente, la produzione su scala industriale di glicerina, propanone, alcol butanoico e butirrico si ottiene mediante speciali processi di fermentazione. Numerosi prodotti della fermentazione del latte, come lo yogurt, sono inoltre molto diffusi a causa delle loro elevate proprietà nutritive.

 

La fermentazione in “Metabolismo, biosintesi e nutrizione”

La fermentazione in “Diversità metabolica nei microrganismi”

Casella di testo:  Lievito del pane
Il lievito del pane è un fungo ascomiceta. La lievitazione, i cui vantaggi nella preparazione del pane furono scoperti e sfruttati per la prima volta dagli antichi egizi, produce l'aumento di volume della massa di pasta grazie al rilascio di anidride carbonica al suo interno. 



lievito

Nome comune di alcune specie di funghi unicellulari di dimensioni microscopiche, classificati come ascomiceti e importanti per la loro capacità di fermentare i carboidrati trasformandoli in altre sostanze. In generale i lieviti sono ampiamente diffusi in natura e si trovano nel terreno come sulle piante. La maggior parte dei lieviti coltivati appartiene al genere Saccharomyces e il lievito di birra ha il nome scientifico di Saccharomyces cerevisiae.

I lieviti sono stati usati fin dalla preistoria per la produzione del pane e del vino; la loro coltivazione e il loro impiego su scala industriale acquistarono un fondamento scientifico grazie alle ricerche compiute nell’Ottocento dal microbiologo francese Louis Pasteur. Oggi i lieviti vengono utilizzati in una vasta gamma di processi di fermentazione, nonché, dall’industria farmaceutica, come fonte di vitamine del complesso B e nella sintesi di vari tipi di antibiotici; sono, inoltre, usati nell’industria alimentare e per la fabbricazione di mangimi.

Ceppi puri di lievito vengono coltivati in un mezzo contenente zuccheri, una fonte di azoto e acqua. Il prodotto finale può essere ottenuto in forma di cellule essiccate, oppure viene miscelato a sostanze amilacee e pressato in pani. Quando si è completata la produzione di un lotto di lievito per uso medicinale o alimentare, il terreno di coltura viene generalmente eliminato. Tuttavia, nella fabbricazione del vino, della birra e degli alcolici, come pure nella produzione industriale di alcol, il prodotto desiderato è proprio il substrato fermentato; in questi casi è il lievito a essere scartato o eventualmente recuperato quale componente di mangimi.

 

Batteri (Dal greco baktérion, “bastoncino”), grande gruppo di organismi unicellulari per lo più microscopici, privi di un nucleo distinto e caratterizzati da una modalità di riproduzione per divisione cellulare.

In genere le cellule batteriche sono lunghe da 1 a 10 micrometri (un micrometro è uguale a 1/1000 di mm) e hanno sviluppato gli adattamenti più svariati per ottenere energia e sostanze nutritive. Si trovano in quasi tutti gli ambienti: nell’aria, nel suolo, nell’acqua, nel ghiaccio, nelle sorgenti calde e perfino negli sbocchi idrotermali delle profondità oceaniche. Alcuni proliferano sugli alimenti, mentre altri stabiliscono varie forme di simbiosi con piante, animali e altri organismi.

La disciplina che studia la classificazione dei batteri e la prevenzione delle malattie causate da questi microrganismi prende il nome di batteriologia.

Classificazione

Nello schema di classificazione in cinque regni, i batteri costituiscono il regno dei procarioti e si differenziano dalle cellule di tutti gli altri organismi viventi, chiamati eucarioti, per l’assenza di un nucleo delimitato da membrana. Si conoscono circa 1600 specie di batteri, classificati secondo caratteristiche diverse. In base alla forma si distinguono i cocchi (sferici), i bacilli (bastoncellari) e gli spirilli (spiraliformi). Altre classificazioni seguono criteri quali la reazione alla colorazione di Gram, la modalità di respirazione (batteri aerobi e anaerobi) e di nutrizione (batteri autotrofi ed eterotrofi) e le caratteristiche biochimiche.

Non tutti i batteri sono in grado di muoversi. Quelli mobili sono generalmente provvisti di appendici locomotorie costituite da flagelli, isolati o a ciuffi, che sono dotati di un movimento a vite. A seconda della direzione in cui ruotano i flagelli, i batteri si muovono in avanti o sul posto. La direzione e la durata del movimento è regolata da recettori chimici, situati sulla membrana del batterio, che segnalano la presenza nelle vicinanze di sostanze nutritive o di materiali tossici.

Genetica e riproduzione

Il materiale genetico della cellula batterica è costituito da un doppio filamento di DNA circolare (vedi Acidi nucleici). In molti batteri sono, inoltre, presenti molecole di DNA accessorie e più piccole, dette plasmidi, che generalmente portano geni non essenziali per la riproduzione del batterio. Molti di questi plasmidi possono essere trasferiti da un batterio a un altro mediante un sistema di scambio del materiale genetico, detto coniugazione. Altri meccanismi che consentono di scambiare porzioni di materiale genetico sono la trasduzione, in cui il DNA viene trasferito dai virus batterici o batteriofagi, e la trasformazione, in cui il DNA viene inglobato nella cellula batterica direttamente dall’ambiente esterno.

Le cellule batteriche si moltiplicano per fissione binaria: il materiale genetico si duplica e si distribuisce ai due poli della cellula batterica, la quale si allunga e alla fine si divide in due cellule figlie identiche alla cellula madre. Alcuni batteri si riproducono ogni 20-40 minuti. In condizioni favorevoli, con una divisione ogni 30 minuti, da una sola cellula dopo 15 ore si possono ottenere circa un miliardo di nuove cellule, che formano una colonia spesso visibile a occhio nudo. In condizioni avverse alcuni batteri vanno incontro a un processo di divisione modificato, al termine del quale vengono prodotte forme quiescenti, dette spore, in grado di sopportare condizioni estreme di temperatura e umidità.

Riproduzione di un batterio (filmato)

Una volta raggiunta una dimensione opportuna, ogni batterio si divide in due cellule identiche, di massa pari a circa la metà di quella originaria. A loro volta, le due cellule figlie si accrescono fino a dividersi ulteriormente. Un batterio si può riprodurre ogni venti minuti circa, proliferando in colonie abbastanza grandi da essere visibili a occhio nudo.

Vita e attività dei batteri

I batteri instaurano vari tipi di relazioni con gli altri organismi. I saprofiti vivono su organismi animali e vegetali morti, contribuendo alla loro decomposizione negli elementi costitutivi, che possono essere, così, riutilizzati dagli altri organismi presenti nell’ecosistema. I batteri simbionti vivono, invece, all’interno di organismi viventi, con i quali possono instaurare una relazione di mutualismo, di commensalismo o di parassitismo. Un esempio di relazione del primo tipo è fornito dai batteri che vivono nel canale alimentare degli animali superiori e che contribuiscono alla digestione delle sostanze nutritive, in cambio di una parte degli alimenti procacciati dall’animale. I batteri commensali ottengono, invece, le sostanze nutritive dal loro ospite, senza però causargli né vantaggi, né svantaggi. Infine, i parassiti causano danni più o meno gravi agli organismi in cui vivono, senza recare loro alcun vantaggio.

I batteri sono responsabili del deterioramento di cibi come la carne, il vino, la verdura, il latte e i latticini. L’azione di questi microrganismi produce un’alterazione delle caratteristiche chimiche dell’alimento, il quale in alcuni casi presenta semplicemente una variazione di aspetto o di gusto, mentre in altri casi può causare gravi forme di avvelenamento alimentare (vedi Botulismo).

Alcuni batteri svolgono ruoli importanti in numerosi processi industriali, come nella fermentazione necessaria alla produzione di formaggi e yogurt. I batteri sono, inoltre, utilizzati per la concia delle pelli, l’insilamento del foraggio, la produzione di tabacco, fibre tessili, farmaci, enzimi e detergenti.

I batteri si trovano in quasi tutti gli ambienti, dove contribuiscono a diversi processi biologici. Alcuni batteri possono, ad esempio, produrre luce (vedi Bioluminescenza) o liberare sostanze gassose.

I batteri hanno grandissima importanza nella formazione e nella composizione del suolo, in quanto, con la loro attività di decomposizione del materiale organico, immettono nel terreno grandi quantità di sostanze nutritive che vengono utilizzate dalle piante. I batteri azotofissatori come Rhizobium radicicola infettano le radici delle leguminose, rifornendo le piante e il terreno di sostanze azotate (vedi Fissazione dell’azoto).

La fotosintesi, su cui è basata la vita delle piante, si è quasi certamente evoluta da batteri in grado di compiere questo processo; una prova a sostegno di quest’ipotesi è costituita dalla scoperta dell’Heliobacterium chlorum, un batterio dotato di un apparato fotosintetico semplificato.

Batteri patogeni

Sono note circa 200 specie di batteri patogeni, responsabili di numerose malattie dell’uomo. Il grado di patogenicità può variare a seconda della virulenza della specie batterica e delle condizioni generali dell’organismo ospite. Fra le malattie batteriche più gravi vi sono colera, tetano, gangrena gassosa, lebbra, peste, dissenteria, tubercolosi, sifilide, febbre tifoide, difterite, brucellosi e polmonite. Prima della scoperta dei virus, i batteri erano considerati gli agenti causali di tutte le malattie infettive.

Antibiotici

Diversi microrganismi, tra cui alcune specie di funghi e batteri, producono sostanze chimiche in grado di interferire con i processi vitali di determinati ceppi batterici. Queste sostanze, che comprendono la penicillina (vedi anche resistenza agli antibiotici)e la streptomicina, sono chiamate antibiotici e possono uccidere i batteri o impedire loro di crescere e di riprodursi. In questo secolo gli antibiotici hanno esercitato un ruolo fondamentale nel controllo delle malattie infettive. Antisettici.