Bruno Pacifici Pagina 16 30/08/99
Le spore
La fine del ciclo vitale coincide con la produzione di nuove spore. Come si evince dai capitoli precedenti una stessa specie fungina può produrre più tipi di spore all'interno del proprio ciclo vitale (ad esempio spore asessuali e spore sessuali), inoltre differenti raggruppamenti tassonomici sono caratterizzati da differenti tipi sporali. Vediamo ora in dettaglio la loro struttura.
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(vedi anche formazione dello zoosporocisto)
(vedi anche ciclo diplobiontico)
(vedi anche ciclo dell’Allomyces)
Sono spore auto‑propulsive tipiche della
divisione Chytridiomycota e sono caratterizzate dalla presenza di flagelli che
ne consentono il movimento nell'acqua.
Come esempio del tipo sporale ricordiamo la
struttura delle zoospore di Blastocladiella emersonii (divisione Chytridiomycota); la zoospora è simile ad un
giríno con una testa allungata di circa 7‑9 micron ed un singolo flagello
natatorio posteriore lungo circa 20 micron. La struttura intracellulare più
evidente è il denso cappuccio o avvolgímento nucleare a forma di
semiluna che circonda il nucleo. Il cappuccio
nucleare è ricco di acido ribonucleico, proteine e ribosomi. Nella zoospora
si osserva un unico mitocondrio situato
in posizione basale vicino al punto di emergenza del flagello. Quest'ultimo
prende origine da un chinetosoma basale
(blefaroplasto), rugoso, di forma
cilindrica composto da 9 fibrille, disposte a raggera, ciascuna delle quali è a
sua volta formata da una tripletta di microtubulì.
All'estremita' inferiore il chinetosoma termina in una piastra basale
dalla quale prende origine l'asse principale del flagello o assonema, questo è formato da nove coppie di microtubuli disposte
a raggera attorno a due microtubuli singoli e centrali. L’assonema è
circondato da un mantello flagellare continuo con la membrana della zoospora. La
parte basale del flagello, nella regione del chínetosoma, si estende
attraverso un canale all'interno del mitocondrio. Una serie di microtubuli
si diparte inoltre dalla estremità prossimale del chinetosoma verso il nucleo
e il cappuccio nucleare e si ricollega al mitocondrío probabilmente provvedendo
a mantenere la rigidità strutturale della cellula sporale. Tutte queste
strutture microtubulari intracellulari danno origine a tre strutture striate
che vengono definite radichette
flagellari. Sebbene l'energia
per la propulsione sia generata all'interno del mitocondrio, è possibile che le
radichette striate siano responsabili del trasferimento di questa energia alla
base dell'assonema, come è altrettanto verosimile che le radichette possano
avere una semplice funzione di ancoramento del flagello al corpo della
zoospora. Il flagello all'estremità distale si restringe fino ad assumere una
forma più o meno appuntita a seconda
della specie; questo restringimento è dovuto alla riduzione del numero di
microtubuli all'interno dell'assonema (Webster, 1980).
All'interno della zoospora sono presenti altri due
organelli caratteristici; un sacco
lipídico unito al mitocondrío
e un gruppo di granuli noti come gamma
particelle generalmente
collocate nella porzione anteriore della zoospora tra la parete sporale e il
cappuccio nucleare. Per quanto concerne i lipidi non è noto se siano utilizzati
come sorgente di energia per il movimento del flagello, tuttavia sembra più
probabile che questa energia derivi dal metabolismo di substrati
polisaccaridici tra cui il glicogeno (Cantino, 1969). Le gamma‑particelle
sono granuli circondati da membrana di circa 0.5 micron di diametro, il loro
contenuto è ricco in glicolípidi; quando sono isolate e poste in presenza di un
substrato adatto inducono la sintesi di fibrille chitíniche, potrebbero essere
quindi funzionalmente assimilabili alle microvescicole o chitosomi, messi in
evidenza in altre cellule fungine. Le zoospore si muovono grazie ad una spinta
generata da ritmiche sferzate del flagello, sono anche in grado di effettuare
mutamenti ameboidi della loro forma e possono nuotare per un certo tempo in
anaerobiosi. In condizioni di riposo il flagello è retratto all'interno del
corpo della zoospora. Cantino (1969) ha ipotizzato che il flagello retratto si
attorcigli all'interno del corpo della zoospora probabilmente in seguito ad una
azione pressoria del chinetosoma sul nucleo.
Altre specie possono avere zoospore che si
differenziano per alcuni particolari da quelle di B. emersonii precedentemente
descritta. Ad esempio le zoospore di Allomyces macrogynus (divisione
Chytridiomycota) presentano accanto ad un grande mitocondrío basale molti
mitocondri più piccoli collocati lungo la membrana del cappuccio nucleare; si
osservano corpi lipidici mentre non sono presenti le gamma‑particelle. Si
evidenzia inoltre una struttura piuttosto complessa, situata lateralmente alla
base del corpo della zoospora, composta da due membrane strettamente
appressate, separate da un materiale elettron‑opaco la cui funzione non è
stata ancora chiarita. Inoltre il flagello delle zoospore di A. macrogynus ha
un assonema formato da nove coppie di microtubuli laterali più due mícrotubulí
centrali e deriva da un chinetosoma funzionale accanto al quale si trova un
centriolo non funzionale o vestígíale (Webster, 1980).
Fig. Blastocladiella emersonii (divisione Chytridiomycota): a, nucleolo; b, mitocondrio; c, sacco lipidico; d avvolgimento nucleare; e, nucleo; f, particelle gamma,‑ g, chinetosomi; h, radichette flagellari i, sezione dell'assonema; 1, assonema (ridisegnato da Webster, 1980).

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Nella divisione Zygomycota e in particolare nell'ordine Mucorales, le spore asessuali non sono mobili (aplanospore), sono contenute e differenziate, per semplice mitosi, entro uno sporocisto globoso; possono essere uni o multinucleate, di forma globosa od ovale, generalmente con pareti lisce. Quando sono mature possono essere circondate da uno strato di mucillagine che facilita l'adesione delle spore al substrato dopo la loro liberazione; in alcuni casi le spore non vengono liberate ed è l'intero sporocisto che si distacca e viene disperso. Il numero di sporocistospore per sporocisto può variare da una a diverse migliaia.
Fig Sporocisti di Mucor racemosus (divisione Zygomycota).
A destra: Choanephora cucurbitarum (divisione Zygomycota) sporocistoforo con
sporocisti (ridísegnato da Wébster, 1980).

Fig. Rhizopus
sp. a, b, sporocistofori con rizoidi e ife stolonifere; sp, sporocisti; sp,
sporocístospore; r, rízoidi; c, zigospora con sospensori (ridisegnato da
Rambelli, 1981). 
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(vedi anche ciclo aplobiontico)
(vedi anche formazione della zigospora)
Sono spore di origine sessuale, formate per
plasmogamia tra gametangi che hanno normalmente le stesse dimensioni, sono
tipiche della divisione Zygomycota e degli ordini Mucorales ed
Entomophthorales. Le zigospore sono molto sviluppate, con pareti spesse,
verrucose, con grandi riserve nutrízionali e, per queste caratteristiche,
inadatte alla dispersione a grandi distanze. Infatti, restano generalmente
nella zona ove sono state prodotte. Queste spore possono essere anche strutture
di resistenza. I gametangi che si fondono per formare le zigospore possono
essere uni o plurinucleati e così pure le zigospore che ne derivano. La
fusione nucleare può intervenire prima o in corrispondenza della germinazione.
Le zigospore hanno una struttura estremamente variabile nelle diverse specie.
In Gilbertella persícarià (divisione
Zygomycota) la superficie esterna della spora è dotata di lunghe ornamentazioni,
queste ultime sono ancora più appariscenti in Tieghemella spinosa (divisione Zygomycota). In Cunnínghamella elegans (divisione Zygomycota) la superficie della
zigospora è ricoperta da spine estremamente caratteristiche.
Dal punto di vista ístochimico la parete esterna di
molte zigospore contiene melanina e chitina, mentre la parete interna è
composta prevalentemente da chitina. Il citoplasma contiene inclusioni di
materiale di riserva sotto forma di lípidi e glícogeno. In Endogone (divisione Zygomycota) la parete appare composta da sei
differenti strati, particolarmente caratteristica è la struttura del secondo
strato costituito da materiale elettron‑opaco e dívisibile a sua volta in
sei distinte bande, caratterizzate da una struttura fibrillare chitinica
disposta ad arco, alternata a una struttura con fibrille disposte
tangenzialmente.
Fig. Zigospora di Absidia glauca (divisione Zygomycota) con appendici che prendono origine dai
sospensori (ridisegnato da Webster, 1980).

Fig.
Processo di formazione della zigospora nella specie omotallica Rhizopus
sexualis (divisione Zygomycota) (ridisegnato da Webster, 1980).

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(vedi anche ciclo della Taphrina)
(vedi anche ciclo della
Neurospora Crassa)
(vedi anche formazione del corpo fruttifero e
delle spore negli Ascomycota)
Sono spore di origine sessuale
caratteristiche della divisione Ascomycota e vengono differenziate
all'interno di una struttura a forma di sacco, l'asco, dopo
coniugazione tra ascogonío ed anterídìo. Nel processo di formazione
delle ascospore la fusione nucleare nella cellula madre dell'asco è
immediatamente seguita da meiosi. I quattro nuclei aploidi derivanti subiscono
una o più divisioni mitotiche che danno origine a otto o più nuclei aploidi,
attorno ai quali si condensa il protoplasma cellulare fino alla differenziazione
di otto o più ascospore. Queste ultime vengono espulse dall'asco, talvolta con
forza, attraverso un processo che in alcuni gruppi può essere attivo; in altre
la fuoriuscita delle spore è passiva ed avviene per semplice rottura o
dissolvímento della parete dell'asco.
Le ascospore presentano una notevole variabilità di
forma, dimensione e colore. Le dimensioni variano da 2 a 3 mícron nelle piccole
spore di Eupenicillium (Famiglia
Tríchocomaceae) a 130 micron in Pertusaria
pertusa (Famiglia Pertusariaceae). Per quanto riguarda la forma possono
essere globose, ovali, ellittiche, limoniformi, cilindriche, aghiformi,
filamentose; possono essere mononucleate o multinucleate, monocellulari o
multicellulari, con presenza di setti trasversi o longitudinali.
La parete è spesso sottile, può essere ialina o
pigmentata, liscia o rugosa; spesso è ripiegata in pieghe reticolate. Le
ascospore possono essere ricoperte da uno strato esterno mucillaginoso che può
dare origine, in seguito a solidificazione, ad appendici semplici o ramificate.
In alcuni casi le ascospore sono strutture di resistenza che permettono
al fungo di sopravvivere alle avverse condizioni ambientali, nutrizionali ecc.;
possono contenere molte riserve nutritive sotto forma di lipidi e zuccheri.
Poiché la forma come pure la struttura variano enormemente da specie a specie
bisogna precisare che non esiste uno schema generale per descrivere le
ascospore. Un fungo le cui ascospore sono state ampiamente studiate è Neurospora tetrasperma (ordine
Sordariales). Queste spore sono scure, con pareti spesse, di forma ellissoidale
e con le estremità appiattite. La parete esterna presenta coste longitudínali
rialzate, separate da solchi ininterrotti, è composta da molti strati, lo
strato più interno è l'endosporio all'esterno
del quale c'è l'episporio, a sua
volta circondato da uno strato solcato esterno detto perisporio. Per quanto riguarda la struttura cellulare nel
citoplasma ascosporico possono trovarsi anche due nuclei, un reticolo
endoplasmatico, grandi mitocondri, due tipi di vacuoli presumibilmente
contenenti sostanze di riserva e circondati da una singola membrana. In Podospora anserina (ordine Sordariales)
le ascospore sono ínizíalmente delimitate da un sistema di due membrane delle
quali l'interna funziona come plasmalemma. Successivamente il materiale
parietale viene spinto attraverso le due membrane con conseguente formazione
della parete esterna, al di sotto della quale si deposita altro materiale
parietale, pigmentato. Successivamente si ha la deposizione di altro materiale
che, per protrusione attraverso le pareti sporali precedentemente deposte,
andrà a formare l'evidente echinulazione della parete esterna presente nelle
spore mature di molte specie.
Fig. Cleistotecio di Sphaerotheca pannosa (divisione
Ascomycota) con asco singolo contenente numerose ascospore (ridisegnato da
Webster, 1980).

Fíg.
Asco (b) e ascospore (a) di Emericella sp. stato sessuale (teleomorfo) di Aspergíllus sp. anamorfo (c) (ridisegnato da Webster, 1980 e da Raper e Fennell,
.1965).

Fig. Differenti
tipi di aschi con ascospore. Da sinistra: Eutryblidiella sabina; Farlowiella
carmichaelina; Mytilinidion karstenii; Hysterium insídens (ridisegnato da
Sivanesan, 1984).

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(vedi anche ciclo diplonte
dicarionte)
(vedi anche ciclo
vitale di un basidiomicete)
(vedi anche ciclo della
Puccinia Graminis)
Le basidiospore sono spore sessuali
caratteristiche della divisione Basidiomycota. Sono tipicamente
monocellulari anche se in alcuni gruppi possono essere presenti spore con
settí trasversali. Possono essere globose, fusíformi, ellissoidali, o anche a
forma di mandorla; le pareti possono essere lisce o ornamentate da spine,
costole o pieghe.
Il colore delle basidiospore è un importante
carattere tassonomico: possono essere nere, rosse, rosa, giallastre, crema, bianche o
incolori. Il colore può essere determinato da inclusioni citoplasmatiche o da
sostanze incorporate nella parete. La diversa collocazione dei pigmenti
spiega il mutamento di colore nelle spore durante le diverse fasi di
maturazione di alcuni funghi a cappello; ad esempio in Agaricus campestris (Ordine Agaricales), le spore immature sono
rosa, questa colorazione è dovuta a pigmenti nel citoplasma, successivamente
diventano bruno scure per spostamento dei pigmenti nella parete. La spora è
dífferenziata attraverso un ilo, su uno dei quattro prolungamenti
coniformi del basidio, detti sterigmi. Quando le spore sono mature vengono
lanciate a breve distanza dal basidio attraverso meccanismi particolari. La
spora contiene normalmente un nucleo aploide risultante da una divisione
meiotica che si è verificata precedentemente nel basidio.
NOTA:Talvolta può contenere due nuclei, come
nelle specie caratterizzate dalla produzione di due sole basidiospore per ciascun
basídio (Agaricus bísporus), o in
quelle in cui la meiosi è seguita da una divisione mitotica.
La struttura della parete cellulare è stata
ampiamente studiata nelle basidiospore. La formazione della spora inizia con
la comparsa di un rigonfiamento all'apice dello sterigma; la parete sporale
risulta cosi in continuità con quella del basidio. Nelle spore mature di
alcune specie sono stati individuati dall'interno verso l'esterno cinque strati
parietali: endosporío, episporío,
exosporio, perisporio ed ectosporio (Pegler
e Young, 1971). L'endosporio è l'ultimo strato che si sviluppa ed è il più
trasparente agli elettroni; l'episporio determina forma e dimensioni della
spora, è elettron denso e contiene i pigmenti di parete. L'exosporio giace
sopra l'episporio; è uno strato incolore, chimicamente distinto dagli strati
adiacenti, in molte spore questo è lo strato più esterno in quanto possono
mancare perisporio ed ectosporio, può essere lobato, oppure ripiegato a formare
le ornamentazioni esterne. In Russula e
Lactarius (divisione Basidiomycota) l'exosporío è penetrato da
ornamentazioni che sono differenziate dall'episporio sottostante. Il perisporio
circonda infine gli altri strati sporali, avvolgendo anche le ornamentazioni differenziate
dall'exosporio e dall'episporio. Nella regione del poro germinativo, gli strati
parietali, ad eccezione dell'endosporio, sono più sottili.
Ruch e Motta (1987), hanno studiato l'ultrastruttura
di basidiospore dormienti di Psilocybe
cubensis (divisione Basídiomycota). Secondo gli autori, nella suddetta
specie, la parete sporale è composta da tre distinti strati e ciascuna spora
presenta un ben definito poro germinativo. La membrana plasmatica presenta
molte invaginazioni; sono presenti alle estremità della spora nella frazione
citoplasmatica numerosi corpi lipidici, non dotati di membrana. Nel citoplasma
sono inoltre visibili gli altri organuli cellulari, i mítocondri, un reticolo
endoplasmatico con ribosomi ed alcuni vacuolí di dimensioni diverse e che
contengono fosfatasi acide; le spore sono generalmente bìnucleate e la membrana
nucleare presenta numerosi pori.
Fig.
Basídiospora dí Ganoderma applanatum
(ridisegnato da Webster, 1980).

Fig.
Basidiospore di Ustilaginales (ridisegnato da Hawksworth et al., 1983).

Fig. Teleutospore
di Puccinia graminis (divisione Basidiomycota) (ridisegnato da Goidanicb,
1960).

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Le clamidospore sono caratteristiche di molti gruppi funginí, si formano lungo il decorso o all'apice di ife vegetative, ed hanno una funzione di riserva; hanno pareti ialine o pígmentate in seguito al deposito di melanine e non sono caratterizzate da particolari meccanismi di distacco e dispersione. La loro liberazione avviene in seguito alla morte e dissolvimento del sistema ifale che le ha prodotte. Poiché ricevono durante la loro maturazione il contenuto protoplasmatico dalle cellule vicine assumono una forma rigonfiata e rotondeggiante e sono in grado di garantire la sopravvivenza della specie al di la di periodi di stress o comunque di crisi nutrizionale.
Fig. Clamidospore
di Absidia glauca (divisione Zygomycota) (rídisegnato da Webster, 1980).

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Le conidiospore, o conidi, sono aploidi e sono il
prodotto della riproduzione asessuale (anamorfi) di ascomiceti e basidiomiceti.
Infatti, le strutture che le producono rappresentano le fasi anamorfiche
delle sottodivisioni citate, ma anche fasi anamorfiche di funghi che
hanno perso la riproduzione sessuale o di cui non si conosce ancora il rapporto
metagenetico tra anamorfi e corrispondenti teleomorfi.
Le specie di cui non è nota la fase teleomorfica
sono state riunite in un gruppo artíficiale, i Funghi Mitosporici, in cui sono
classificate con genere e specie, ma con l'intento di ricondurle alla
terminologia tassonomica riservata alla riproduzione sessuale (teleomorfica)
una volta individuato il rapporto metagenetico tra le due forme (cf. Funghi Mitosporici).
Per quanto riguarda la forma e la settazione dei conidí un riferimento
ancora valido è quello proposto da Saccardo (1886) nel volume IV della Sylloge Fungorum. Saccardo suddivide
le spore in sette categorie in funzione della forma e del tipo di
settazione: Amerospore, Didímospore,
Fragmospore, Dictiospore, Scolecospore, Elicospore, e Staurospore (cf. Funghí
Mitosporici). Per quanto concerne la disposizione dei conidi
sulle relative cellule conidiogene bisogna effettuare una serie di
distinzioni, infatti i conidi possono essere prodotti in vere catene,
come in Penicillium ed Aspergillus, oppure in false catene,
per frammentazione dell'ifa fertile (conidi Artrocatenati). Lo sviluppo
della catena può essere acropetalo quando
la spora più giovane si trova all'apice della catena (conidi Blastocatenati),
oppure basípetalo quando la spora più
giovane è alla base della catena (conidi Basocatenati). I conidi possono
anche essere prodotti in masse agglutinate all'apice della cellula conidiogena (conidi
Gloiosporei); oppure isolatamente su cellule conidiogene proliferanti (cf.
Funghi Mitosporici).
Fig.Da
sinistra conidiofori e conidi di Periconia venezuelana, Curvulariopsis
cymbisperma, Curvularia lunata e Brachysporiella gayana (Funghi Mitosporici)
(ridisegnati da Ellis, 1976 e
da Carmichael et al., 1980).

Fig. Conidi di diverse specie di Elicosporee.
Da sinistra: Helicodendron tubulosum, Helicosporium pannosum, Xenosporium
larvale (Funghi Mitosporici) (ridisegnati da Matsushima, 1975).

Fig
a:Verrucobotrys stato di Spaventava gerani (divisione Ascomycota)
(Smentiscono),‑ li.Ochroconis constricta (Funghi Mítosporici)
(didimospore); c Brachysporiella gayana (Funghi Mitosporici) (fragmospore); d:
Ulocladium sp. (Funghi Mitosporicí) (dictiospore); e: Pappimyces hastatus
(Funghi Mitosporici) (scolecospore); f Troposporella fumosa (Funghi
Mítosporicí) (elicospore); g: Spegazzinia tessarthra (staurospore) (Funghi
Mitosporici) (ridisegnato da Carmichael et al., 1980).
