Bruno Pacifici     Introduzione      20/01/2002

 

Micologia

 

 

Introduzione…

I funghi sono tipici organismi eucarioti, eterotrofi.

Sono capaci di condurre vita saprotrofica o parassitaria. Alcune specie, estremamente importanti per le loro caratteristiche ecofisiologiche sono identificabili come simbionti.

 

Quando insediano substrati organici vivi sono parassiti o simbionti.

Quando insediano substrati organici morti sono saprotrofi.

 

L’insediamento o colonizzazione può essere superficiale o profondo rispetto ai tessuti dell’ospite, tuttavia è facilmente visibile per:

 

ingrossamento degli apici radicali

Funghi simbionti ectomicorrizici

Necrosi prodotte nei tessuti vivi

Parassiti

Produzione verso l’esterno di strutture riproduttive

Parassiti e saprotrofi

 

In tutti questi casi si viene a definire il concetto di colonia: insieme di individui appartenenti alla stessa specie.

 

I funghi hanno un corpo cellulare o tallo che presenta una morfologia estremamente eterogenea nei differenti taxa. Nella grande maggioranza dei casi il tallo è composto da filamenti molto sottili, detti ife, non visibili ad occhio nudo se non quando si riuniscono a formare il micelio.

 

Settati e non…

Nella maggior parte dei funghi le ife sono pluricellulari e le singole cellule risultano parzialmente separate tra loro da un setto che presenta però un foro che determina una continuità citoplasmatica e consente il passaggio, in particolari situazioni, degli organuli cellulari.

In altri le ife sono non settate, cenocitiche, e quindi composte da una unica cellula plurinucleata. Il micelio cenocitico è caratteristico delle divisioni Chytridiomycota e Zygomycota.

In alcuni funghi inferiori non esiste un vero micelio, e l’intero organismo è rappresentato da una sola o poche cellule (divisione Chytridiomycota, ordine Spizellomycetales, famiglia Olpidiacee). Nel caso in cui il tallo sia costituito da una sola cellula si dice olocarpico.

 

Dal punto di vista evolutivo…

I funghi più semplici sono organismi unicellulari, uninucleati, microscopici, provvisti di flagelli, o dotati di movimenti ameboidi. Dal punto di vista evolutivo da queste strutture si sarebbero sviluppate appendici, che avrebbero dato origine ad una organizzazione sifonale e, per ulteriore allungamento delle stesse, una ifale, caratterizzata quest’ultima, da lunghi filamenti ramificati, plurinucleati e privi di setti (micelio cenocitico). La comparsa di setti, introflessioni della parete, evolutivamente successiva, avrebbe dato origine infine ad una organizzazione tricale (micelio settato).

 

Negli ascomiceti i setti sono delimitati da un poro e il flusso citoplasmatico che lo attraversa è regolato da un organello adiacente: il Corpo di Woronin.

Nei basidiomiceti il setto è ugualmente dotato di poro (doliporo), che risulta però delimitato da strutture rigonfiate localizzate sul bordo stesso del poro dette parentosomi, cappucci membranosi connessi con i rispettivi reticoli endoplasmatici.

 

Negli ascomiceti e nei basidiomiceti il micelio settato è pluri  ifale e viene definito eucarpico.

 

La riproduzione…

La maggior parte dei funghi è dotata di riproduzione sessuale per copulazione tra organi maschili e femminili (teleomorfica) , e di riproduzione asessuale per moltiplicazione (anamorfica). In quest’ultimo caso il fungo si moltiplica attraverso la produzione di spore asessuali, che sono differenziate per divisione mitotica all’apice di una cellula (cellula conidiogena) all’uopo specializzata.

I due tipi di moltiplicazione, quella sessuale e quella asessuale, possono trovarsi ed alternarsi nel ciclo metagenetico di una stessa specie.

 

Nota: tutti i funghi che si riproducono per via asessuale sono riuniti nel gruppo dei funghi Mitosporici.

 

 

Un fenomeno molto importante che caratterizza molti funghi è la variabilità morfologica intraspecifica che si evidenzia, in particolare, a livello delle strutture riproduttive Þ una stessa specie può presentare  caratteri morfologici che variano quando analizzati in situazioni diverse.

 

In molti funghi le ife possono modificarsi ed organizzarsi per dare origine ad organi specializzati…

 Le clamidospore ad esempio sono organi di riserva caratterizzati da accumuli protoplasmatici che si formano in posizioni determinate di una ifa. Successivamente la clamidospora può essere delimitata da setti anche nelle ife cenocitiche (pseudosetti). Queste strutture collaborano alla sopravvivenza delle specie nei periodi di crisi nutrizionale causati da particolari condizioni ambientali, o da altri fattori.

In molti funghi le ife tendono ad aggregarsi in fascetti per formare cordoni miceliari o rizomorfe. Nelle rizomorfe le ife scorrono parallele, si intrecciano tra loro e si fondono in numerosi punti. Generalmente lo sviluppo di una rizomorfa è 5-6 volte più rapido di quello di una ifa normale. In molto funghi le ife che compongono le rizomorfe non sono ramificate e l’intero cordone è incluso in un mantello miceliare caratterizzato da un rivestimento ifale lanoso e fibrillare. In vitro la formazione delle rizomorfe ,come quella degli sclerozi è condizionata da fattori di carattere nutrizionale. Poiché la struttura rizomorfica tende ad accumulare materiali nutritivi, può ragionevolmente essere considerata anche come un organo di riserva.

Gli sclerozi rappresentano un'altra differenziazione ifale; sono composti da intrecci ifali sempre molto fitti e consistenti,tanto da formare una sorta di pseudoparenchimi. Alcuni autori tendono a distinguere gli sclerozi dagli stromi, anche quest’ultimi sono composti da intrecci di ife consistenti e talvolta fortemente pigmentate che spesso costituiscono la base di differenziazione dei corpi fruttiferi. (organi preposti alla riproduzione sessuale). Tuttavia, mentre gli stromi hanno sempre dimensioni molto modeste, gli sclerozi possono raggiungere dimensioni ragguardevoli tanto da essere utilizzati anche per l’alimentazione Þ forme di conservazione del fungo.

 

Organi differenziati…

Molto importanti sono i rizoidi che servono a fissare le strutture fungine al substrato. L’ancoramento del fungo  al substrato è talvolta collegato alla formazione di altre strutture: appressori ed austori. I primi sono preposti al fissaggio ed alla penetrazione ifale nell’ospite ed i secondi all’assorbimento di sostanze nutritive.

 

Dal punto di vista ecologico i differenti tipi di composti organici utilizzabili dai funghi inevitabilmente influiscono sui loro diversi comportamenti, come i processi di colonizzazione, le interazioni con altri organismi, ecc… Tutto questo, secondo Cooke e Rayner (1984), spiega la frequente specializzazione dei funghi rispetto all’ospite.

 

Nota: Ogni specie può trovare l’habitat idoneo per il suo sviluppo su un determinato substrato, ma a questo fattore nutrizionale, indubbiamente di grande importanza, si associano altri fattori ambientali che collaborano a creare un microambiente (nicchia ecologica) in cui la specie trova le condizioni ideali di crescita e riproduzione.