Bruno Pacifici Pagina 12 23/07/2002
Formazione del corpo
fruttifero nei Funghi Mitosporici
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Funghi Mitosporici |
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Classi |
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Hypomycetes |
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Agonomycetes |
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Coelomycetes |
Coelomycetes-funghi caratterizzati
dalla produzione
conidica in corpi fruttiferi, o conidiomi, di tipo picnidio, acervulo o sporodochio.
Agonomycetes-funghi senza produzione conidica
e con solo sviluppo miceliare, o al limite con produzione di
clamidospore o di strutture di conservazione.
Hypomycetes-funghi
caratterizzati dalla produzione
di conidi per
mezzo di conidiofori, o ife fertili, più o meno differenziati, ma
non organizzati in conidiomi.
Una affermazione facile che si può fare perciò
quando ci si imbatte in un fungo conidiale è dire se è un hyphomicete o un
coelomycete. Si può riconoscere un hyphomicete perché le sue conidiospore
possono essere singole o aggregate in vari modi, ma non saranno mai incluse in
un conidioma coperto.
I picnidi sono strutture più o meno globose,a forma di fiasco; i conidi
(spore asessuali) sono prodotti all’apice di conidiofori all'interno di una
cavità picnidica e eventualmente escono fuori attraverso una stretta apertura
apicale, l’ostiolo.


Picnidio visto da sopra (a sinistra)
e in sezione verticale (a destra)
In Ascochyta cypericola
(Funghi Mitosporici) Upadhyay et al.
(1991) hanno studiato la formazione del picnidio. La cavità picnidica si
evolve per una combinazione di processi schizogeni e lisigeni. La parete
pícnidica è composta da un intreccio ifale di dieci, o dodici strati che
costituisce un tessuto prosenchimatico (struttura ifale composta da ife
strettamente intrecciate ma tra loro distinte) e pseudoparenchimatico
(struttura ifale composta da ife strettamente intrecciate ma non distinte tra
loro); le ife sono impregnate di melanina. Le strutture
riproduttive,
i conidiofori, si trovano regolarmente
distribuiti all'interno della cavità picnidica.
La conidiogenesi è mono o
poliblastica nei giovani picnidi e fialidica nei picnidi maturi e conduce alla formazione
di molti conidi (cf. Funghi Mitosporici).
Fig.A :Picnidi di Phomopsis pallida (Funghi Mitosporici) osservati
allo stereomicroscopio(per gentile concessione della SAF) . B:Sezione di
picnidio di Discella coronata (Funghi Mitosporici) (per gentile concessione
della SAF).

Gli acervuli sono
strutture particolari caratterizzate dalla regolare disposizione dei
conidiofori che prendono origine da una base ifale comune e risultano
strettamente appressati in una sorta di palizzata.
In Colletotrichum capsici (Funghi
Mitosporici) la formazione degli acervuli
(Maiello, 1988) inizia con la comparsa di nodi miceliari che prendono origine da una singola
ifa. Da quest'ultima prendono origine molte brevi ramificazioni laterali
che emergono ad angolo retto e si attorcigliano per formare un nodo o primordio
pseudoparenchimatico. I conidiofori si formano in mezzo a queste ife
attorcigliate. L’acervulo si può sviluppare a differenti profondità
all’interno dell’ospite: può essere sottocuticolare (coperto solo dalla
cuticola dell’ospite); intra epidermico (presentandosi all’interno delle
cellule dell’epidermide, come nel diagramma sotto),

sottoepidermico, come nella foto sotto, o può svilupparsi sotto
vari strati di cellule dell’ospite.

le ife si
sono aggregate ed hanno fatto un letto fertile di conidiofori che producono conidi.

La pressione
per l’accumulo di conidi e spesso anche per mucillagine rompe
l’epidermide e consente il rilascio degli stessi
In alcune specie i primordi acervulari derivano da
avvolgimenti ifali che si formano quando più ife giungono in contatto e si
avvolgono tra loro, costituendo un fitto intreccio ifale, base di formazione
dei futuri acervuli. Ramificazioni ifali prendono talvolta origine dagli
avvolgimenti e producono strati fittamente appressati di conidiofori e di
conídi. In questo modo gli acervuli che prendono origine dagli intrecci ifalí
suddetti risultano mescolati alle ife vegetative.
Alcuni autori distinguono dall'acervulo lo sporodochio, struttura acervulare delimitata da
frammenti della matrice.
In molti Funghi Mitosporici i conidi vengono prodotti senza la
formazione di un particolare corpo fruttifero, ma all'apice di cellule conidiogene differenziate da ife fertili specializzate, i
conidiofori che possono essere macronematosi
se presentano caratteri morfologici nettamente distinti da quelli delle ife
vegetative o micronematosi con forme
che non si discostano sostanzialmente da quelle delle ife vegetative.
Fig.A, Dendrodomus annullatus
(Funghi Mitosporici):conidi (a); conidiofori (b); sezione verticale del
picnidio (c). B, Readeriella mirabilis (Funghi Mitosporici) conidi (d), cellule
conidiogene (e) e sezione del picnidio (f), (ridisegnato da Sutton, 1980).

Fig - Acervulo di Pestalotia pezizoides (Funghi Mitosporici) (ridisegnato da Sutton,
1980).

Fig. - Sezione
di sporodochio di Fusarium sp. (Funghi
Mitosporici) (per gentile concessione SAF).

Gli Hypomycetes, lo
ripetiamo, hanno i conidiofori esposti solitamente solitari, sebbene qualche
volta formino aggregazioni colonnari chiamati conidiomi sinnematali (sotto
centrale) o masse a forma di cuscino dette conidiomi sporodochiali (sotto a
destra).



Sopra, un conidioma sinnematale di Gangliostilbe
A sinistra ci sono due conidiofori di un ipomicete
scuramente pigmentato, Periconia.
Ecco ora i caratteri morfologici dei conidi microscopici
(spore asessuali)

con gli esempi sotto




