Bruno Pacifici     Pagina 11  01/09/99

 

Formazione del corpo fruttifero

 

  La germinazione della spora, l'emissione del tubo germinativo, lo sviluppo ifale e la ramificazione ifale, con la differenziazione di un vero e proprio micelio, sono le fasi che precedono i fenomeni riproduttivi che normalmente avvengono previa costruzione di un corpo fruttifero. Diversi fattori ambientali, fisiologici e nutrizionali influenzano la formazione del corpo fruttifero (Moore-Landecker, 1992).

 

La formazione del corpo fruttifero negli ascomiceti avviene con strutture e modalità anche profondamente diverse nei differenti taxa e difficilmente riconducibili ad uno schema generale.

 

Formazione del corpo fruttifero e delle spore negli Ascomycota

La riproduzione sessuale negli ascomiceti avviene per produzione di ascospore nell'interno di un sacco membranoso detto asco, le ascospore sono quindi delle endospore. L’asco ha la forma di un sacco rovesciato con una (asco unitunicato) o due pareti (bitunicato) generalmente ialine, trasparenti talvolta difficilmente visibili, in quanto vanno incontro a rapida degradazione già nell'interno del corpo fruttifero, o ascoma.

 

 

Fig.A sinistra: asco monotunicato di Neurospora crassa (divisione Ascomycota); a destra: asco bitunicato di Pleospora sp. (divisione Ascomycota) (ridisegnato da Webster, 1980).

Casella di testo:

 

 

Normalmente all'interno dell'ascoma sono racchiusi numerosi aschi. Un ascoma è formato da un involucro esterno, o peridio composto da una massa ifale fortemente intrecciata, e da un imenio (massa fertile), interno, composto da aschi e parafisi queste ultime sono ífe sterili, che prendono origine, come gli aschi, da una base ifale subimeniale, o imenoforo. L'ascoma può avere la forma di una piccola coppa aperta superiormente, apotecio tappezzata internamente dall'imenoforo e dall'imenio; oppure può essere più o meno sferico, peritecio, con imenoforo ed imenio che tappezzano la cavità interna, quest'ultima può comunicare con l'esterno mediante una apertura apicale detta ostiolo, attraverso la quale avviene l'espulsione delle ascospore; oppure può essere sferico e completamente chiuso, cleistotecio, in questo caso l'espulsione delle spore avviene per rottura del peridio. Nei taxa meno evoluti manca un vero e proprio ascoma e gli aschi vengono differenziati direttamente dalle ife ascogene sul micelio senza alcuna copertura protettiva.

 

Casella di testo:

 

Casella di testo:

 

 

A sinistra. peritecio di Sordaria fimicola divisione Ascomycota); a destra: cleistotecio di

Erysiphe graminis (divisione Ascomycota) (ridisegnato da Webster, 1980).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rappresentazione schematica della struttura di un apotecio 1, ife ascogene binuclea­te (dicariotiche); 2, ascogonio fecondato; 3, parafisi; 4, aschi (ridisegnato da Gerola, 1988).

 

 

Casella di testo:  In molti ascomiceti l'ascoma prende origine da una struttura stromatica composta da un delicato intreccio ifale, a sua volta prodotto dalle cellule basali dell'organo femminile o ascogonio (Booth, 1966). Nei Dothideales (ascomiceti bitunicati) l'ascogonio si forma entro uno stroma precedentemente differenziato a carico dei micelio vegetativo; mentre in altre specie l'intero ascoma si differenzia in una cavità delimitata entro lo stroma, ottenuta mediante la lisi di un gruppo di cellule prima che inizi la produzione degli aschi. Negli ascomiceti unitunicati si ha una vera e propria delimitazione della zona di produzione degli aschi con formazione di un loculo ben differenziato e munito di una parete protettiva, all'interno della massa stromatica prodotta dalle ife che sviluppano dalle cellule basali dell'ascogonio.

 

Burnett (1976) distingue lo sviluppo apoteciale nelle forme angiócarpíche e gimnocarpiche. Nelle prime l'imenio sviluppa entro una cavità imeniale inizialmente chiusa, le ife ramificano attivamente e sviluppano in tutte le direzioni fino a formare un ammasso ifale intrecciato; le cellule esterne si ingrossano fino a formare un rivestimento pseudoparenchimatico. Nella metà superiore della massa ifale si differenzia per lisi cellulare, una cavità mucillaginosa; le cellule che delimitano la cavità si dispongono a formare un regolare strato a palizzata, quelle sul fondo della cavità si intercalano con le ife ascogene. Successivamente le ife che formano la palizzata evolvono in parafisi, mentre le ife ascogene differenziano gli aschi. In questo modo si ha la formazione dell'area imeniale, e l'espansione della base stromatica determina l'apertura della cavità e l'area imeniale viene a trovarsi esposta nella parte superiore dell'apotecio. Nello sviluppo gímnocarpico l'imenio non è inizialmente chiuso in una cavità: lo sviluppo inizia con la produzione di un intreccio ifale che non differenzia internamente parafisi ed ife ascogene, ma continua a crescere fino alla formazione di un imenoforo superficiale e di un imenio libero.

 

La riproduzione sessuale negli ascomiceti può avvenire in seguito a coniugazione di due ife:

- di uno stesso micelio (specie omotalliche),

- o tramite l'unione di ife appartenenti a due miceli diversi della stessa specie (specie eterotalliche)

con differenziazione di ascogoni, o gametocisti femminili, e anteridi, o gametocisti maschili. L'ascogonio è generalmente un organo unicellulare e plurinucleato, dotato di un tricogino, una sorta di uncino anch'esso plurinucleato. Il tricogino prende contatto con l'anteridio, generalmente monocellulare e plurinucleato, in seguito alla lisi delle pareti cellulari di entrambi. I nuclei del tricogino degenerano, mentre quelli dell'anteridio passano, attraverso il tricogino, nell'ascogonio, al cui interno si ha l'appaiamento dei nuclei ascogoniali con quelli anteridiali.

 

Casella di testo:

 

Rappresentazione schematica del ciclo riproduttivo di un ascomicete: a, formazione dell'asco all'interno di un ascoma; b ascospore; c, ascospore in germinazione; d, ascogonio con tricogino; e, anteridio; f, g. fase di appaiamento dei nuclei; h, sviluppo delle ife dicariotiche (ridisegnato da Rambelli, 1981).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ciclo teleomorfico di un ascomicete apoteciale, Ascobolus

 

 

Successivamente l'ascogonio emette dei diverticoli ifali nei quali si spostano le coppie di nuclei. In ciascun diverticolo i due nuclei vanno incontro a divisione, la settazione determina quindi lo sviluppo di ife dicariotiche, caratterizzate da cellule con due nuclei appaiati (dicarion o sporofito). Contemporaneamente si forma un intreccio ifale (peridio) che avvolge le cellule apicali delle ife dicariotiche.

 

Queste formano ciascuna un diverticolo ad uncino nel quale migra uno dei due nuclei del dicarion. Si ha quindi una divisione simultanea dei nuclei (mitosi), che conduce così alla formazione di quattro nuclei; due restano nella porzione superiore dell’uncino, uno nella parte basale e l'ultimo migra nell'ansa dell'uncino. Si formano due setti: che delimitano la porzione superiore dell'uncino contenente i due nuclei a diversa sessualità. La porzione dell'uncino contenente i due nuclei a diversa sessualità viene così a trovarsi in posizione apicale rispetto all'ifa e completamente separata dalle altre porzioni dell'uncino. Nella cellula apicale cosi` delimitata si ha la fusione dei due nuclei (cariogamia) ed inizia con la divisione meiotica la formazione dell'asco. La divisione meiotica conduce alla formazione di quattro nuclei aploidi, questa è generalmente seguita, nella maggior parte degli ascomiceti, da una divisione mitotica che porta alla formazione di otto nuclei aploidi. Talvolta il numero di ascospore all'interno dell'asco risulta diverso da otto come risultato dell'assenza della mitosi (4) o della presenza di mitosi multiple (16, 32, ecc.). Ogni nucleo entro l'asco viene delimitato successivamente per invagínazione di una nuova membrana interna (membrana ascosporica), formata a carico delle vescicole citoplasmatiche, la membrana racchiude unítamente al nucleo una piccola porzione di epiplasma, che formerà il citoplasma della futura cellula sporale. Successivamente si ha la deposizione di materiale parietale attraverso il plasmalemma della futura spora con la costruzione di una parete definitiva che, come vedremo, potrà essere anche molto complessa.

 

Guarda il diagramma superiore!

 

 

Il meccanismo di formazione delle ascospore può essere schematizzato nel modo seguente: le vescicole citoplasmatiche si dispongono nella parte apicale dell'asco e lungo la periferia; si fondono e danno origine ad una membrana continua per tutta la lunghezza dell'asco, la membrana áscosporica. Contemporaneamente ha luogo la divisione meiotica del nucleo e le eventuali divisioni mitotiche, successivamente si ha l'invaginazione della membrana ascosporica periferica neoformata tra i nuclei aploidi, che procede fino ad avvolgerli completamente in modo da separare completamente le ascospore dall'epiplasma dell'intero asco. Nell' ultima fase del differenziamento sporale si ha la deposizione di una doppia parete ascosporica, le spore completamente formate risultano quindi sospese entro l'epiplasma ascale.

 

Casella di testo:

Sviluppo dell'asco in Ascobolus sp.(divisione Ascomycota): A, giovane asco sono visibili le vescicole responsabili della formazione della membrana ascosporica (V), il nucleo (VI) la parete accale (AW), il plasmale (PM), formazione della membrana ascosporica(AM) all'apice dell'asco e dislocazione delle vescicole lungo la periferia dell'asco.C,membrana ascosporica con forma tubulare aperta nella parte inferiore. Il nucleo diploide ha subito la meiosi. D, invagìnazione della membrana ascosporica tra i nuclei aploidì. E.giovani  ascospore(S) separate dall'epiplasma (E) dalla membrana ascosporica. F,formazione della parete sporale primaria (PSW) (ridisegnato da Webster, 1980).

 

Come precedentemente osservato la membrana iniziale che delimita le ascospore viene successivamente circondata da un nuovo strato parietale; in molti ascomiceti è presente anche uno strato secondario e terziario di materiale parietale. Lo sviluppo parietale successivo al primo strato può avvenire mediante deposizione esterna di nuovo materiale, oppure con deposizione sulla superficie interna, ovviamente nel primo caso il materiale parietale deriva dalla frazione citoplasmatica ascale, nel secondo caso è una produzione endogena della spora stessa. Tuttavia sono state segnalate anche altre modalità di deposizione parietale, ad esempio la deposizione di un terzo strato parietale tra due strati preesistenti. Per quanto concerne la derivazione del materiale parietale è molto difficile stabilire lo specifico ruolo dei compartimenti citoplasmatici ascali e sporali. Tuttavia è bene osservare che nella maggior parte dei casi la quantità di citoplasma che resta nell'asco, fuori dalle spore è molto modesta ed appare difficile pensare ad un suo ruolo preponderante nella deposizione del materiale parietale.

 

 

4 tipi di ASCOMA :

 

 

Casella di testo:          Casella di testo:        

 La costruzione dell’ascoma può consentire ad alcuni o a parecchi aschi di liberarsi simultaneamente perché viene esposto l’intero letto fertile dell’imenio:    ascoma apoteciale…

                                                             

 

 

 

 

 

 

Casella di testo:  oppure può permetter di scaricare solo un asco, o pochi aschi,  alla volta:  ascoma periteciale…

           [a fianco] che contiene aschi inopercolati unitunicati, (vedi sotto) e... 

 

      

           ...ascoma: pseudoteciale

           [sotto], che contiene aschi bitunicati...

 

      

 

…oppure può essere senza apertura:  ascoma cleistoteciale. Questo usualmente indica che gli aschi sono sferici, come in queste illustrazioni e non mandano lontano le proprie spore: il fungo ha evoluto un’altra strategia di dispersione. Questo può essere successo perché fruttifica in uno spazio confinato (per esempio, sotto la superficie del suolo) dove la dispersione aerea non può avvenire.

 

4 TIPI DI ASCO: i due tipi base sono gli  unitunicati e i bitunicati 

 

                                         

L’asco unitunicato ha una singola parete. Alcuni hanno un opercolo che a maturità si apre a scoppio così che le spore vengono proiettate. Si trovano negli ascomi apoteciali. Nella figura a fianco gli aschi opercolati hanno liberato le spore tranne uno

 

 L’animazione sulla destra (cortesia di Dr. Jim Worrall SUNY) mostra esattamente come l’asco opercolato si sviluppa e spara.                                       

                                                                       

                                                                    

 

 

Altri aschi non hanno opercolo, ma hanno uno speciale anello elastico costruito nella loro punta. Questa è una valvola a pressione, o sfintere che consente il passaggio delle spore.

 

 

 

 Tali aschi sono detti unitunicati-inopercolati, e si trovano in alcuni ascomi apoteciali e periteciali.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

          

 

 

La micrografia (destra – cortesia di A. Beckett) mostra una sezione direttamente attraverso la punta di un asco di  Xylaria. 

 

 

Molti aschi non hanno meccanismi attivi di rilascio delle spore.Questi aschi sono usualmente più o meno sferici e si trovano negli ascomi cleistoteciali (occasionalmente periteciali). Spesso la parete di questo tipo di asco dissolve a maturità e rilascia le ascospore che possono quindi diffondere fuori. Questi aschi talvolta sono detti prototunicati.

                      

            

 

 

  La foto ottenuta al TEM è una sezione molto sottile di un singolo asco di Eleutherascusche che passa attraverso 4 delle 8 spore.                            

 

 

L’altro tipo base di asco è detto bitunicato perchè ha una doppia parete. Una parete esterna fine inestensibile copre una parete interna spessa ed elastica. A maturità la parete esterna fine si rompe e quella interna assorbe l’acqua e si espande portando le ascospore con sè (a destra).

Nota che la 8 ascospore in figura sotto sono dittiospore, cioè dittiosettate (hanno pareti incrociate che corrono verticalmente ed orizzontalmente).

 

 

Fig Rappresentazione schematica del ciclo di una Taphrina sp. (ordine Taphrinales): 1, foglie sane ed infette; 2, gruppo di aschi formatosi su una foglia infetta; 3, 4, frutti sani ed infetti; 5, sezione di un frutto malato; 6, ascospore ed ascospore gemmanti; 7, formazione del conidio; 8, conidio gemmante; 9, formazione di un secondo conídío dalla gemmazione del precedente che sverna su un rametto infetto; 10 conidio svernante; 11, germinazione del conidio dopo lo svernamento,‑ 12, il tubo germinativo penetra nei nuovi tessuti dell'ospite,­13, formazione del micelio intercellulare e delle ife ascogene sottocuticolari; 14, formazione degli aschi e delle ascospore; 15, 16, il conidio che prende origine dalla germinazione dell'ascospora può infettare direttamente le foglie dell'ospite (ridisegnato da Agrios, 1988).