Bruno Pacifici Pagina 9 30/08/99
Ramificazione ifale
Come lo sviluppo ifale anche la ramificazione è relazionata all’assorbimento e quindi alla disponibilità nutrizionale del substrato con il quale le ife stabiliscono un contatto.
Lo sviluppo delle ife laterali è condizionato dalla
situazione nutrizionale delle cellule ifali, tuttavia se l’apice dell’ifa
principale è influenzato negativamente dal substrato, l’ifa laterale non
compare. La ramificazione può avvenire in qualunque parte dell’ifa, in
particolare è più frequente in prossimità dei setti.
Lo sviluppo radiale di una colonia fungina, a
partire dalla germinazione della spora è sostenuto da una serie successiva di
fasi di ramificazione ifale; il fenomeno è classicamente interpretato come
una necessità nutrizionale di ogni singola ifa di guadagnare zone ancora
integre nutrizionalmente, come pure di sfuggire alle zone di accumulo dei
cataboliti liberati nel mezzo (Clark, 1902). Secondo Robinson (1973) invece il
fenomeno è determinato da meccanismi di attrazione chemiotropica ifale
verso l’ossigeno.
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È probabile che entrambi i
meccanismi siano coinvolti.
Una ipotesi sui meccanismi che regolano la
formazione delle ramificazioni ifali è stata proposta da Trinci (1979). Secondo
l’autore la ramificazione si forma nel punto dell’ifa in cui le vescicole
secretorie, contenenti i componenti preposti alla elasticizzazione si fondono
con la parete. Qualsiasi evento che interrompe o diminuisce il flusso dei
materiali parietali verso l’apice può determinare una concentrazione di enzimi
litici nell’area sub-apicale e quindi la formazione di una branca laterale.
Secondo l’autore, la formazione di un setto potrebbe essere uno degli eventi
determinanti.
Struttura e formazione degli sclerozi
Gli
sclerozi sono strutture di conservazione che vengono differenziate da alcune
specie fungine; sono cosituiti dall’aggregazione di molte ife e possono raggiungere
dimensioni notevoli. La più grande struttura scleroziale è quella prodotta da Polyporus
mylittae (divisione Basidiomycota) che può raggiungere un diametro di 30
cm, un peso di 15 kg ed è utilizzato per scopi alimentari dagli aborigeni
australiani.
Composizione: è presente uno strato esterno continuo
pseudoparenchimatico di cellule ifali melanizate, o scorza, che avvolge
un cortex, composto da un intreccio ifale, che ricopre a sua volta la medulla
parte centrale e più abbondante dello sclerozio. Quest’ultima è composta da
un intreccio ifale generalmente immerso in una matrice extracellulare
mucillaginosa.
La maturazione dello sclerozio coincide con la pigmentazione delle ife che compongono la scorza, che può assumere colorazioni diverse in funzione della specie.
Il cortex è una zona deputata all’accumulo e
la conservazione del materiale di riserva
La matrice extracellulare è un materiale
fortemente idratato che riempie gli spazi inter-ifali nello sclerozio.
Risulta composta da glucani con legame beta 1,3 e beta 1,6. Probabilmente
la matrice extracellulare ha l’importante funzione di accumulare e conservare
carboidrati di riserva da utilizzare durante i periodi di inattività fungina e
durante la germinazione degli sclerozi.
NOTA: Particolarmente interessante appare la
presenza della melanina in queste strutture.
riduce la permeabilità delle pareti cellulari
nelle ife periferiche,
protegge dall’essiccamento,
aumenta la resistenza alle radiazioni ultraviolette e,
quando è unita alla chitina della parete fungina, inibisce gli enzimi
litici e quindi aumenta la resistenza dello sclerozio nei confronti di
eventuali azioni litiche da parte del fungo stesso o di altri microrganismi.
può assumere importanza nei processi di
penetrazione ifale della matrice.
Basidiomiceti, ascomiceti e funghi mitosporici, in
particolare la Famiglia delle Sclerotiniaceae (divisione Ascomycota) possono
comunemente formare sclerozi.