Bruno Pacifici Pagina 3 30/08/99
Citoplasma ed organuli citoplasmatici
Il
citoplasma, sede dei processi metabolici fondamentali, risulta delimitato da
una membrana plasmatica di natura fosfolipidica e dalla parete cellulare.
I mitocondri
sono essenzialmente analoghi a quelli delle altre cellule eucariote; sono
dotati di movimento entro il protoplasma cellulare e in alcune specie sono
tanti grandi da poter essere visti con il microscopio ottico.
Nella
maggior parte delle cellule fungine non esiste un vero e proprio apparato del
Golgi; probabilmente il suo equivalente nella cellula fungina è rappresentato
dai dictiosomi, strutture membranose deputate alla produzione delle
vescicole secretorie.
Nelle
cellule ifali mature, nelle cellule di strutture di riserva e nelle spore
troviamo inclusioni citoplasmatiche a forma di goccioline contenenti lipidi
e glicogeno.
I vacuoli
citoplasmatici sono circondati da una membrana detta tonoplasto,
possono assumere anche grandi dimensioni e, in alcune cellule, sono preposti
all’aumento della pressione di turgore.
Ha una composizione fisica e chimica abbastanza
costante nei differenti taxa.

La chitina è il componente principale della
parete cellulare nei funghi.
Nella parete si individua a sua volta una parete
esterna che può essere pluristratificata, ed una interna anch’essa
pluristratificata. Diversi componenti dell’una si fondono con l’altra per
questo non sono sempre distinguibili.
La parete ifale esterna è composta da alfa (1-3)
glucani (S-glucani).
La parete interna è composta da un complesso di
R-glucani-chitina; gli R-glucani, con legami beta (1-6), sembrano avvolgere lo strato
chitinico.
Ruolo delle vescicole citoplasmatiche nella formazione delle pareti ifali
Secondo uno schema proposto nel 1970 da Grove et al. i dictiosomi, sede di produzione delle vescicole secretorie ricevono materiale parietale direttamente dal reticolo endoplasmatico con cui sono in stretta connessione e differenziano al polo distale vescicole secretorie che migrano verso l’apice, talvolta fondendosi tra loro durante il percorso. All’apice ifale le vescicole si fondono con la membrana plasmatica liberando il contenuto. Grove e Cracker prospettavano l’ipotesi che le vescicole citoplasmatiche coinvolte nella costruzione parietale potessero contenere polisaccaridi parietali ed enzimi litici.
L’assemblamento di vescicole all’apice ifale
sembra correlato ad una struttura apicale nota come Spitzenkorper (corpo
apicale). Quando lo sviluppo ifale cessa lo Spitzenkorper scompare
per riapparire immediatamente prima della ripresa di un ulteriore sviluppo
apicale e con posizione correlata alla direzione dello sviluppo stesso.
Nel movimento delle vescicole sembra
implicato il cytoskeleton. Infatti, sembra certo che l’ifa fungina in
sviluppo contenga all’apice un cytoskeleton composto da microfilamenti e
microtubuli disposti longitudinalmente ed in connessione con la membrana
plasmatica; il cytoskeleton nell’apice è anche preposto al trasporto
direzionale delle vescicole verso la membrana plasmatica. La maggior parte degli autori
sembra concorde nell’ammettere che la formazione della parete cellulare avvenga
attraverso un processo di deposizione in loco del contenuto intravescicolare.
All’interno della cellula i chitosomi o
microvescicole, si muovono verso l’apice ifale e sono probabilmente
responsabili del trasporto della chitin-syntetase verso il plasmalemma
apicale, dove avviene l’assemblaggio delle microfibrille chitiniche.
Ogni singolo chitosoma trasporta gli enzimi sufficienti per sintetizzare una
singola microfibrilla. Dal punto di vista morfologico i chitosomi misurano da
40 a 70 nm, hanno una membrana ricca in steroli, e apparentemente contengono
solo enzimi in forma inattiva per la sintesi della chitina. Per quanto concerne
la formazione delle microfibrille all’interno della cellula, è necessario
considerare che i chitosomi contengono grandi quantità di precursori
inattivi della chitin-syntetase, e l’attivazione probabilmente
avviene per contatto con le proteasi presenti sulla superficie
parietale interna delle cellule in allungamento.
Secondo Bracker et al. (1976) è presumibile che ciascuna
catena chitinica sia fabbricata da una unità separata di chitin synthetase e
le nascenti catene cristallizzino collegialmente in una singola microfibrilla.
Infatti, le unità di chitin synthetase sembrano capaci, in vitro, di associarsi
l’una con l’altra ed assemblarsi in strutture vescicolari o nastriformi capaci di
sintetizzare microfibrille.
Per quanto riguarda la sintesi della chitina ci sono
buone ragioni per ritenere che avvenga solo in corrispondenza della membrana
plasmatici. Il materiale parietale amorfo quindi non microfibrillare, sarebbe invece
probabilmente sintetizzato nel citoplasma, trasportato alla parete entro
vescicole, scaricato nello spazio periparietale e quindi legato nella rete
microfibrillare.
È stato ipotizzato, accanto alla teoria
proteolitica, anche un altro meccanismo di attivazione della chitin
synthetase che coinvolge i lipidi di membrana; infatti, i cambiamenti nella
composizione lipidica parietale potrebbero avere un effetto di attivazione
sulla chitin synthetase. Il cambiamento è dovuto al fatto che i chitosomi
contengono lipidi differenti.
Accettando quest’ultima
ipotesi
ß
la chitin synthetase
risulterebbe un enzima integrato nella membrana plasmatici e dovrebbe essere
considerata come una proteina di membrana