Purificazione di una proteina

natura del problema: purificare una proteina che può essere presente anche in minima parte (~0.001%) da una miscela grezza contenente molte altre proteine, acidi nucleici, polisaccaridi, lipidi e molecole più piccole (zuccheri, peptidi, aminoacidi, ormoni, etc.) Questo deve essere fatto con ragionevole efficienza.

 

A seconda  degli scopi la purificazione può essere di tipo analitico o preparativo.

 

Le proprietà delle proteine che vengono sfruttate per ottenere lo scopo sono:

 

Processi di separazione proprietà sfruttate
Precipitazione  
solfato d'ammonio solubilità
acetone solubilità
polietilenilammina (polimin P) solubilità, carica
Precipitazione isoelettrica solubilità, pI
Ripartizione  
polietilenglicole (PEG) coefficiente di ripartizione tra due fasi
Cromatografia  
scambio ionico carica , distribuzione di carica
idrofobica idrofobicità
affinità sito di legame per un ligando
affinità per metallo immobilizzato legame con metallo
immunoaffinità specifico sito antigenico
cromatofocusing punto isoelettrico
gel filtration forma, dimensione
elettroforesi  
gel elettroforesi (native) carica, dimensione
gel elettroforesi (denaturate - SDS) dimensione
elettrofocusing pI
centrifugazione forma, dimensione, densità
ultrafiltrazione forma, dimensione

Norme generali

  1. Avere a disposizione un metodo per seguire l'attività biologica della proteina d'interesse, cioè un saggio specifico, che deve basare su caratteristiche uniche della proteina di interesse

    idealmente un saggio dovrebbe essere:

  2. Scegliere, se possibile, una fonte molto ricca del prodotto desiderato
  3. Cercare di usare il minor numero possibile di passaggi di purificazione
  4. Prendere le necessarie precauzioni durante la purificazione  per minimizzare i danni (inattivazione irreversibile e perdita della proteina-> temperatura, agenti stabilizzanti, eliminazione di proteasi, ....detergenti per proteine di membrana)

 

Criteri di purezza di una proteina

 

Non esiste un test definitivo per affermare che una proteina è pura, infatti una preparazione che risulti pura con una certa metodica può rivelarsi contaminata usando una tecnica di rivelazione molto più risolutiva.

Il miglior criterio è quello di impiegare diverse tecniche per effettuare "tests" basati su differenti caratteristiche della molecola in esame.

Alcune regole:

  1. una preparazione omogenea deve mostrare costanza dell'attività specifica anche quando sottoposta ad ulteriori passaggi di purificazione.

  2. L'elettroforesi in condizioni native deve mostrare una sola banda (anche se il campione è sovraccaricato) sia se condotta a pH acido che a pH alcalino.

  3. l'elettroforesi in condizioni dissocianti riducenti non deve fornire risultati coerenti.

  4. Un'unica banda deve essere osservata anche usando l'elettrofocusing.

  5. La determinazione del residuo N-terminale della proteina deve fornire come risultato un singolo residuo amminoacidico.

 

La purificazione di una proteina può essere pensata come una serie di frazionamenti realizzati in modo tale che:

Durante la purificazione ci sarà bisogno di monitorare alcuni parametri, che includono:

Queste informazioni di base ci permetteranno di tenere traccia delle seguenti informazioni durante ogni passaggio della purificazione:

Nella costruzione di uno schema di purificazione tipicamente bisogna bilanciare purificazione con resa.

Ad esempio potrebbe essere semplice raggiungere il 90% della nostra proteina pura con una buona resa.

Tuttavia potrebbe rivelarsi difficile migliorare questa purezza di pochi percentili sempre mantenendo una buona resa.

Sarà l'utilizzo che verrà fatto della proteina a determinare il suo target di purezza finale.

Se la proteina deve essere utilizzata per ottenere informazioni sulla sequenza amminoacidica, il 90% è accettabile. Se invece deve essere utilizzata per scopi clinici il target di purezza può essere anche il 99,99%.

 

Fatte queste premesse generali, vediamo i 5 punti base della purificazione:

  1. sviluppo della procedura di saggio

  2. selezione della fonte migliore dalla quale la molecola può essere purificata

  3. solubilizzazione della molecola desiderata (tutte le procedure di isolamento comunemente usate operano in soluzioni acquose)

  4. stabilizzazione della molecola ripetutamente, ad ogni passaggio di purificazione

  5. sviluppo di una serie di procedure di isolamento e concentrazione.

 

Esempio di purificazione di una proteina

purificazione dell'inibitore della tripsina da endosperma di grano (Wheat Trypsin Inhibitor)

passaggi Vol (ml) Proteina (mg) Attività specifica Resa % Unità totali
estrazione salina 250 1630 25 100 40750
frazionamento con (NH4)2SO4 20 600 64 96 38400
Sephadex G-100 27 240 141 85 33840
CM -sepharose CL 6B 2.2 11.7 1199 35 14028
Mono S 1.0 1.14 4802 14 5474
           

purificazione : 4802/25 = 192 volte