si idrolizza la proteina nativa in frammenti. Si produrranno sia frammenti "lineari" sia "cluster", ossia due o più peptidi tenuti insieme da ponti disolfuro. Esempio:

Se abbiamo usato un enzima che taglia ad esempio nei siti in posizione 10,20,110,120 oltre ai pezzi lineari
.....10,20....,....110,120.......
avremo un duplice peptide (con 2N-terminali) 11-20 + 110-120 , tenuto insieme da ponti disolfuro.
E' ovvio che per determinare la posizione dei ponti disolfuro occorre conoscere la sequenza della proteina. (bisogna cioè sapere che in posizione 15 e 112 ci sono residui di Cys. Dobbiamo ricordare che la sequenza è fatta su frammenti di proteina ridotta ed alchilata.
Elettroforesi della miscela di peptidi nativi in una dimensione
Elettroforesi della miscela di peptidi dopo ossidazione con acido performico che ossida (spezzando) i disolfuro ad acido cisteico. Questa elettroforesi è condotta in direzione perpendicolare alla prima

i peptidi lineari avranno la stessa mobilità e formeranno una diagonale.
i peptidi che non seguono la diagonale sono quelli della seconda elettroforesi formatisi grazie alla scissione dei ponti.
si isolano e si sequenziano i peptidi ossidati
Mediante analisi di aminoacidi e/o sequenza
si idrolizza la proteina nativa in frammenti
si separano i frammenti (HPLC)
si effettua un analisi aminoacidica su tutti i frammenti separati. Questo consente di individuare quelli che contengono Cys; dalla loro composizione, conoscendo la sequenza, si può già arrivare a capire la disposizione dei ponti disolfuro.

se questo è un frammento isolato dal digerito la sua composizione sarà Ala (1) Leu(2) Glu (1) Val (1) Pro(2) Cys(2) Met(1) Lys(1) Arg(1) che giustifica un ponte 13-113
se l'informazione non è immediatamente chiara si sequenzierà il frammento ottenendo per ogni passo di Edman 2 residui a.acidici e determinando la doppia sequenza riportata sopra. Da notare che sequenziando un frammento di questo tipo con le Cys non ridotte e piridiletilate al passo corrispondente ad esse non si identificherà nessun residuo (distruzione).
Si frammenta la proteina nativa con metodi enzimatici e/o chimici
Una parte del campione frammentato viene ridotta
si paragonano gli spettri delle due miscele; lo spettro della miscela "nativa" conterrà dei segnali che saranno invece assenti nello spettro della miscela "ridotta"; identificazione di questi segnali come appartenenti a dei "cluster" contenenti peptidi uniti fra di loro da uno o più ponti disolfuro, lungo la sequenza nota.
Conferma delle assegnazioni fatte, effettuando uno o più passi di Edman sulla miscela "nativa" ed analizzando gli spettri risultanti.
Qualunque sia il metodo che porti all'identificazione di un frammento contenente ponti disolfuro (elettroforesi diagonale, analisi di a.acidi, sequenza o spettri di massa FAB, o anche questi metodi combinati tra loro) si osservi che la determinazione univoca la si può avere soltanto se il frammento contiene un sol ponte disolfuro. Se infatti il frammento contiene già 2 ponti disolfuro, si hanno le possibilità

se usiamo l'approccio dell'elettroforesi diagonale alla fine avremo i 2 frammenti separati ma nulla sulla esatta dislocazione dei ponti. Se usiamo l'approccio dell'analisi di a.acidi e/o sequenza determineremo in ambedue i casi la stessa doppia sequenza.
In questi casi il frammento viene sub-digerito con metodi chimici o enzimatici diversi da quello usato per la frammentazione, in modo da ottenere più "sottoframmenti", ciascuno contenente un sol ponte disolfuro.