La dialisi e concentrazione

 

La dialisi

Dopo un passaggio di purificazione con solfato d'ammonio o una cromatografia di scambio ionico, la proteina d'interesse può trovarsi in un tampone altamente salino. Questo può essere indesiderabile per varie ragioni. Come possiamo eliminare i sali dal campione?

La dialisi è uno dei metodi più comuni. Si  fa uso di membrane semipermeabili in forma di tubi (sembrano i rivestimenti delle salsicce!). La principale caratteristica di queste membrane è che sono porose. La grandezza dei pori è tale che mentre gli ioni del sale sono liberi di passare, le molecole proteiche più grandi non lo sono. Perciò le membrane da dialisi sono caratterizzate dalla massa molecolare della più piccola proteina tipicamente globulare che possono trattenere. Ci si riferisce comunemente al cut-off. La dialisi si esegue quindi mettendo il nostro campione nel tubo chiuso alle due estremità (attenzione, è meglio lasciare un po’ di spazio libero nel tubo per impedire che in seguito all'entrata osmotica dell'acqua esso scoppi!) e mettendo poi il tubo in un recipiente dove ci sarà il buffer a più bassa concentrazione salina (a volte è proprio acqua).

                 

Dopo un certo tempo, la maggior parte delle  molecole di sale saranno uscite dal tubo e avranno raggiunto un equilibrio osmotico.

 

 

 

E' possibile calcolare all'equilibrio la concentrazione salina nel campione come segue:

Þ ildipendente dalla concentrazione salina finale che deve avere il nostro campione.


 

La concentrazione

Nei primi passaggi di purificazione il nostro campione si trova spesso in volumi un po' troppo grandi e si rende necessario concentrarli.

Si usano anche in questo caso membrane semipermeabili fatte a disco piatto. Queste vengono poste sul fondo di un contenitore che conterrà il nostro campione.