L'elettroforesi

E' una metodologia di laboratorio che viene utilizzata per la separazione di molecole cariche in soluzione che migrano in modo differente in un campo elettrico in base al loro rapporto carica/massa e alla loro forma.

 

Le applicazioni analitiche

Proteine Acidi nucleici
1. Determinazione del peso molecolare 1. Determinazione del peso molecolare

2. Determinazione di sostituzioni, inserzioni o delezioni di a.acidi ("Fingerprints" mediante proteasi)

2. determinazione di sostituzioni, inserzioni o delezioni di basi (Mappe di restrizione)
3. Criteri di purezza 3. Analisi di sequenza

Principi generali

al catodo: 2e-+ 2H2O ® 2OH- + H2­
all'anodo: H2O ® 2H+ + ½ O2­ + 2e-

Gli ioni ossidrile, prodotti al catodo, aumentano la dissociazione del componente acido debole (HA) della miscela tampone e ciò provoca un aumento della formazione di A- che conduce corrente all'anodo. Qui gli ioni A- si combinano con gli ioni H+ per riformare HA e vengano forniti elettroni al circuito elettrico.

NOTA: La maggior parte della corrente è pertanto condotta dagli ioni del tampone e  solo una piccola quota è condotta dagli ioni del campione.

Il campo elettrico

 

La legge di Ohm stabilisce una relazione tra corrente I (misurata in ampere A), voltaggio V (misurato in volt V) e resistenza R (misurata in ohm, Ω):  V=RI

Naturalmente si verificherà la produzione di calore nella cella con aumento della temperatura che provoca:

=> Per ottenere risultati riproducibili, si utilizzano comunemente alimentatori stabilizzati, in grado cioè di mantenere costante il voltaggio o l'amperaggio rispetto a eventuali variazioni della resistenza dovute a fluttuazioni di temperatura.

 

Il campione

Il tampone


Concentrazione

 

Il pH

 Il supporto

Sebbene come supporto vengano utilizzati materiali relativamente inerti, essi possono presentare effetti di adsorbimento, di elettro-osmosi e di filtrazione molecolare che modificano la velocità di migrazione dei componenti.

I supporti comunemente usati per l'elettroforesi zonale sono:

  1. Cellulosa

  2. Acetato di cellulosa

  3. Silice (gel)

  4. Amido (gel)

  5. Agarosio (gel) vedi: i gel d'agarosio

  6. poliacrilamide (gel) vedi: i gel di poliacrilamide

  7. Sephadex (gel)

Rivelazione e identificazione

 

- Si sfrutta l'assorbimento e o la fluorescenza nell'ultravioletto. Ad esempio per gli acidi nucleici e le proteine in gel di poliacrilamide si sfrutta l'assorbimento a 260-280 nm.

- per un'analisi nel visibile si ricorre a una colorazione preventiva. L'eccesso di colorante deve essere rimosso. Prima di ogni colorazione però l'elettroforegramma deve essere fissato per ridurre la diffusione delle bande. (vale soprattutto per l'IEF). La soluzione di fissaggio può essere ad esempio acido tricloroacetico al 10% (per 30 minuti). Poi i campioni vengono colorati per 10 minuti col colorante appropriato (Blu Coomassie Brilliant R-250 per le proteine ad esempio). L'eccesso di colorante deve essere rimosso con ripetuti lavaggi in un decolorante (una soluzione acquosa di etanolo al 25% e acido acetico all'8%)

   un'altro tipo di colorazione prevede l'uso del nitrato d'argento. La sensibilità in questo caso è due volte maggiore che col Coomassie (può rivelare 1 ng di proteina)

- la rivelazione degli enzimi avviene non fissando l'elettroforegramma e impiegando le tecniche di istochimica, in cui il substrato di un enzima si trasforma in un prodotto colorato insolubile. Il gel quindi viene fatto venire in contatto col substrato in condizioni tali che l'attività enzimatica sia ottimale.

- se invece il composto è radioattivo si procederà con l'autoradiografia.