Cromatografia a scambio ionico

Il meccanismo di scambio ionico si compone di 5 fasi distinte.

  1. Diffusione dello ione alla superficie della resina.

  2. Diffusione dello ione attraverso la matrice della resina verso il sito di scambio.

  3. Spiazzamento dello ione al sito di scambio.

Negli scambiatori cationici:
Negli scambiatori anionici:

 

 

Quanto maggiore è la carica della molecola da scambiare, tanto più forte è il legame con la resina e tanto meno facilmente essa può essere sostituita da altri ioni.

  1. Diffusione del controione attraverso la resina.

  2. Distacco selettivo, a opera di un eluente, e diffusione della molecola nella soluzione esterna. L'eluizione selettiva delle molecole legate alla resina si ottiene variando il pH o la forza ionica o entrambi, oppure mediante l'eluizione di affinità. In quest'ultimo caso viene introdotto nel sistema uno ione dotato di maggiore affinità per lo scambiatore di quella della molecola legata.

Materiali

Molti scambiatori ionici sono costituiti da polimeri di stirene e di divinilbenzene (polistirene). Il polistirene, come tale, è un polimero lineare, solubile in numerosi solventi. Condensando invece stirene con divinilbenzene si ottengono polimeri con legami crociati e quindi insolubili. Copolimerizzando percentuali variabili di divinilbenzene e di stirene si ottengono resine con vario grado di legami crociati. Tanto maggiore è la quantità di divinilbenzene impiegato rispetto allo stirene, tanto più numerosi saranno i legami crociati presenti.

Le resine a basso contenuto di legami crociati sono più permeabili ai composti ad alto peso molecolare, ma sono anche meno rigide e, se poste in un tampone, si rigonfiano maggiormente delle resine ad alto contenuto di legami crociati.

Uno dei limiti principali delle resine a scambio ionico convenzionali è dato dal fatto che la loro efficacia si basa sullo scambio degli ioni che diffondono nella matrice.

Come alternativa alle resine polistireniche hanno avuto un largo impiego le cellulose modificate chimicamente: ad esempio la carbossimetilcellulosa (CM-cellulosa) e la DEAE-cellulosa, in cui i gruppi -CH2OH sono trasformati rispettivamente in gruppi -CH2OCH2COOH e -CH2OCH2CH2N(CH2-CH3)2. Ciascun tipo è sottoforma di gel o di particelle sferiche con buone proprietà di flusso e di scambio. Analoghi ai derivati della cellulosa sono i derivati del destrano e dell' agarosio (Sephadex e Sepharose), usati in particolare nelle separazioni di proteine a elevato peso molecolare e di acidi nucleici.

Tutti gli scambiatori vengono messi in commercio legati a un adatto controione, solitamente sodio o cloruro. In alcuni casi, una volta caricato lo scambiatore nella colonna , può essere necessario un pretrattamento con acido o alcali per legare il controione desiderato.

Procedura e applicazioni

Le proteine si legano a resine a scambio ionico tramite interazioni non ioniche non-covalenti (ponti salini). Possiamo competere per questi siti di legame con altri gruppi ionici, i sali.

In generale ci sono 3 tipi di metodi  di eluizione con una soluzione salina: 1. l'eluizione isocratica 2. l'eluizione con gradiente e 3. l'eluizione discontinua (a step)

Lavorano bene quando i contaminanti vengono eluiti a concentrazioni saline significativamente diverse dalla proteina d'interesse. Questo tipo di eluizione fornisce inoltre una migliore risoluzione e picchi più simmetrici. Generalmente, nel caso di uno scambiatore di anioni, il pH del gradiente diminuisce e la forza ionica aumenta, mentre, nel caso di uno scambiatore di cationi, aumentano sia il pH che la forza ionica.

 

 

Un gradiente di concentrazione salina può essere fatto, nel modo più semplice, con due contenitori (devono avere la stessa forma e dimensione) connessi da un sifone (non è nient'altro che un tubicino che li collega alla base). Un contenitore avrà il tampone salino a bassa concentrazione e l'altro ad alta conc. Il tampone fuoriesce dal contenitore con bassa conc.salina.

 

un esempio di mixer

 

 

Questo produrrà un gradiente lineare, da bassa concentrazione ad alta.

 

 

 

 

Esempio 1: La separazione di aminoacidi (ottenuti, ad esempio, dall'idrolisi di una proteina) si effettua su uno scambiatore di cationi acido forte. Il campione viene introdotto nella colonna a un pH 1-2, per far sì che tutti gli aminoacidi si leghino. L'eluizione si ottiene, poi, mediante un gradiente in cui aumentano pH e forza ionica. Gli aminoacidi acidi (aspartico e glutamico) vengono eluiti per primi, seguiti dagli aminoacidi neutri, come glicina e valina, mentre gli aminoacidi basici, lisina e arginina, mantengono la carica positiva fino a pH 9-11 e vengono eluiti per ultimi. Questi principi si realizzano nell'apparecchiatura automatica, nota come analizzatore di aminoacidi.

Esempio 2: La cromatografia a scambio ionico delle proteine si compie invece su scambiatori acidi o basici deboli derivati dalla cellulosa o da altri polisaccaridi.

 

Tipi di resine

Gruppo funzionale

Nome comune

Scambiatore di cationi debole carbossimetil CM cellulose/sephadex
Scambiatore di cationi forte sulfopropil SP sephadex
Scambiatore di anioni debole dietilaminoetil DE cellulose/sephadex
Scambiatore di anioni forte ammine quaternarie QAE sephadex
  Esempio  
Proteina n.1   pI=9.0   Proteina n.2   pI=7.5
 

Buffer pH: 7.0

 

Il pH del tampone è significativamente più basso del punto isoelettrico della proteina, quindi la proteina avrà una carica positiva moderatamente forte

 

Il pH del tampone è di poco inferiore al punto isoelettrico e perciò la proteina avrà una debole carica positiva

     

La proteina 1 si legherà sia ad una resina a scambio cationico debole che forte

(da usarsi quella a scambio cationico debole)

 

La proteina 2 si legherà ad una resina a scambio cationico forte

(da usarsi quella a scambio cationico forte)

 

Le proteine con punto isoelettrico inferiore a 7 sono separate su DEAE cellulosa, usando un tampone a bassa forza ionica e a pH 8-9. Le proteine con punto isoelettrico maggiore di 7 possono essere separate su CM cellulosa, usando un tampone a pH 4-5. Le proteine con punto isoelettrico intorno a 7 possono essere separate con entrambi i tipi di scambiatore e la scelta dipenderà dalla stabilità delle proteine in ambiente debolmente acido o debolmente basico.

 

In definitiva le applicazioni della cromatografia a scambio ionico riguardano:

  1. separazione di molecole organiche cariche

  2. separazione di ioni metallici (es. Ca2+ e Mg2+)

  3. separazione di proteine e polisaccaridi ricorrendo a matrici di cellulosa, destrani e poliacrilammide

  4. separazione di nucleotidi, aminoacidi ricorrendo a resine a base di destrani e poliacrilammide.

  5. Impiego alternativo alla gel-filtrazione per rimuovere sali da molecole piccole. Ad esempio la resina AG-11-A8 (Bio-Rad) contiene sia sali di ammonio quaternari (+) che gruppi carbossilici (-).

  6. Preparazione di H2O deionizzata con resine a letto misto.

  7. In alternativa alla dialisi per rimuovere ioni bivalenti da soluzioni proteiche (di metalloproteine) con resine tipo CHELEX (Bio-Rad) a base di imminodiacetato.