Autore Bruno Pacifici
Processo complessivo: ossidazione dell’acqua Õ cede elettroni, liberando O2
riduzione CO2
Mentre nella combustione o nella respirazione degli animali gli
elettroni sottratti ai composti
organici si combinano con gli H+ e con un forte accettore di
elettroni, l’O2, a formare H2O, nella fotosintesi gli elettroni
devono essere portati “in salita” dall’ H2O ad un debole accettore
di elettroni, la CO2
IMP: l’O2 prodotto dalle piante non deriva dalla CO2, ma dall’H2O.

Nel 1951 fu ipotizzato e confermato
che il ruolo normale del NADP+ nei cloroplasti fosse la riduzione di
CO2.
La luce quindi
r Come le membrane dei tilacoidi nei cloroplasti catturano energia
luminosa e la utilizzano
per formare ATP
e NADPH
· Le cellule adulte delle foglie contengono alcune centinaia di cloroplasti
· Secondo un principio fondamentale nell’assorbimento della luce, definito legge di Stark Einstein, una molecola può assorbire un solo fotone per volta Þ posso avere un solo elettrone eccitato per volta
· L’energia degli elettroni eccitati di diversi pigmenti deve essere trasferita ad un centro di raccolta (centro di reazione). Nei tilacoidi ci sono 2 centri di reazione entrambi contenenti clorofilla . Il processo di conversione dell’energia inizia quando una molecola di clorofilla è eccitata da un quanto di luce (un fotone) e un elettrone viene mosso da un orbitale molecolare ad un altro ad energia superiore. Questa molecola eccitata è instabile e tenderà a tornare allo stato originale non eccitato in tre modi:
1. Convertendo l’energia in calore e luce (fluorescenza)
2.

Trasferendo
l’energia ad una molecola adiacente di clorofilla per risonanza
3.
Trasferendo l’elettrone ad alta energia ad un'altra
molecola vicina (un accettore di elettroni) e ritornando allo stato originale
prendendo un elettrone a bassa energia da qualche altra molecola (un donatore
di elettroni)
· Nei tilacoidi ciascun fotone eccita un elettrone di un carotenoide o di una clorofilla. Questa appare verde perché asorbe poco le lunghezze d’onda del verde, che invece riflette o trasmette.
· Si registra una differenza tra spettro d’assorbimento e spettro d’azione perché sebbene le lunghezze d’onda del verde e del giallo siano scarsamente assorbite, esse sono ripetutamente riflesse da un cloroplasto all’altro nel complesso sistema di cellule fotosintetizzanti. Ad ogni riflessione si verifica l’assorbimento di una piccola porzione di quelle lunghezze d’onda, fino a raggiungere il 50% o più ed a provocare la fotosintesi.
· L’associazione della clorofilla con le proteine dei tilacoidi determina la presenza di ulteriori picchi. Due di questi, a circa 680 e 700nm, sono particolarmente interessanti.
r L’effetto Emerson: cooperazione di fotosistemi
Nella fotosintesi cooperano due gruppi separati di pigmenti, detti fotosistemi. Le lunghezze d’onda rosse + lunghe sono assorbite da un solo fotosistema (I) mentre un altro (II) assorbe a lunghezze d’onda minori di 690 nm. La reazione sotto sintetizza in che modo il PS I ed il PS II utilizzano l’energia luminosa per ossidare l’H2O e trasferire i suoi due elettroni al NAD+ formando così il NADPH

r Il fotosistema II
Complesso centrale con 6 polipeptidi contenente il centro P680
Ad esso sono associati 3 polipeptidi periferici
Il P680 riceve energia da circa 250 molecole di clorofilla a e b e da
numerose xantofille. Agiscono da sistema antenna che assorbe e trasferisce
energia al P680.
L’energia viene usata per ridurre il plastochinone ossidato PQ a PQH2 prendendo gli elettroni dall’H2O.
Per ossidare l’acqua ci vogliono due fotoni
Per ridurre la CO2 sono necessarie due molecole di H2O Þ
![]()
r Il complesso citocromo b6- citocromo f
Trasferisce elettroni dal PS II all’ I ossidando il PQH2 e riducendo una proteina contenente rame, detta plastocianina. Nel contempo si ha trasporto di H+ dallo stroma al lumen.
r PS I
Assorbe energia indipendentemente dal PS II, tuttavia ha un complesso centrale isolabile che riceve dal PS II elettroni originariamente derivati dall’H2O.
· È localizzato esclusivamente nei tilacoidi stromatici e nelle regioni non appressate dei grana, che sono rivolte verso lo stroma.
funzione: ossidare la plastocianina e trasferire l’elettrone ad una ferrosolfoproteina, la ferridossina impiegando nel processo un’ altro fotone.
![]()
Gli elettroni della ferridossina mobile sono utilizzati nello stadio finale del trasporto per ridurre NADP+ e formare con H+ il NADPH
r L’ATP sintetasi:
· È il 4° complesso dei tilacoidi
· Produce ATP e H2O da ADP + Pi usando il trasferimento di elettroni e degli H+
· È presente solo nei tilacoidi stromatici e nelle regioni non appressate dei tilacoidi dei grana

Perché
è richiesta energia?
L’H2O è termodinamicamente difficile da ossidare,
mentre il NADP+ è moderatamente difficile da ridurre
Perché
il graduale trasferimento degli elettroni?
Contribuisce ad arrestare le reazioni inverse che impedirebbero l’ossidazione dell’ H2O
Il primo prodotto rilevabile dell’attività fotosintetica:
acido 3 fosfoglicerico (si trova in forma ionizzata, avendo perso l’H+ del gruppo carbossilico e
salificato come la maggior parte degli acidi col K+)
· La sostanza che si accumulava era uno zucchero a 5 atomi di carbonio, fosforilato ad entrambe le estremità, detto ribulosio 1,5 bisfosfato (RuBP)
· Successivamente si aveva una rapida caduta? del livello di 3PGA marcato, il che indicava che il ribulosio bisfosfato era il normale substrato al quale si sommava il CO2 per formare il PGA
r Fissazione della CO2
In presenza di CO2 uno dei due 3PGA prodotti sarà marcato con 14C mentre l’altro resta non marcato. L’enzima che catalizza il passaggio è la rubisco (costituisce il 50% delle proteine globali del cloroplasto) .
r Il ciclo di Calvin
·
Osservando
la successione con cui i diversi zuccheri fosfati venivano marcati si osservava
che la maggior parte del 14C nel 3PGA si trovava nel gruppo
carbossilico, ma erano marcati anche gli altri due atomi di carbonio
C’era una via
metabolica ciclica che, partendo dal 3PGA formava gli altri zuccheri
fosforilati e riconvertiva alcuni dei suoi atomi di carbonio nel RuBP
·
Viene effettuato nello stroma dei cloroplasti e si
divide in:
carbossilazione, riduzione, rigenerazione
per ciascun CO2 fissato sono necessari 2 NADPH e 2ATP. Una terza molecola
di ATP è utilizzata nella fase di rigenerazione.
·
In tre cicli si
fissano 3 molecole di CO2 e
si produce una molecola di 3PGA
·
Alcune molecole di
3PGA sono utilizzate per formare l’amido. Altre sono convertite in didrossiacetone
fosfato, un triosio che consentirà di formare il saccarosio, i polisaccaridi
della parete cellulare e centinaia di altri composti trasportati fuori dai
cloroplasti per mezzo di un sistema di antiporto.
r La via C4 degli acidi bicarbossilici: una via diversa.
La CO2 viene fissata inizialmente in acidi a 4 atomi di
carbonio: malico e aspartico
· esistono tuttavia specie con proprietà intermedie
e si pensa rappresentino stadi di evoluzione intermedi.
· Il grande interesse che hanno suscitato le C4
deriva dall’importanza economica di alcune di esse e dal fatto che, in
condizioni di elevata irradianza e temperatura, hanno una maggiore attività
fotosintetica e producono una quantità di biomassa sensibilmente maggiore.
VANTAGGI:
1.
Nelle piante C3
l’attività fotosintetica è spesso limitata dal livello di CO2
nell’atmosfera, mentre le piante C3 sono molto meno limitate poiché,
di fatto, pompano CO2 nelle cellule della guaina del fascio,
trasportandovi acido malico o aspartico.
2.
Ad elevata
temperatura la CO2 è meno solubile nell’acqua dei cloroplasti e
questo effetto fa diminuire l’attività fotosintetica delle C3 più di
quanto faccia diminuire quella delle piante C4.
3.
Stress idrico e
chiusura stomi limitano l’ingresso della CO2 avvantaggiando ancora
le C4 sulle
C3
r La fotorespirazione
Sebbene la ribulosio bisfosfato carbossilasi aggiunga di preferenza CO2
a ribulosio 1,5-bisfosfato, può utilizzare anche O2, e se la
concentrazione di CO2 è bassa viene addizionato O2.
Questo è il primo passaggio di una via chiamata fotorespirazione, il cui
effetto ultimo è il consumo di O2
e la liberazione di CO2 senza produzione di depositi utili di
energia.
La fotorespirazione può essere un problema serio per le piante in
condizioni calde e secche, in cui chiudono i loro stomi per evitare l’eccessiva
perdita di acqua.
·
In piante come il
mais e nella canna da zucchero il ciclo di fissazione del carbonio avviene solo
nei cloroplasti delle cellule della guaina del fascio, che contengono tutta la
rubisco della pianta. Queste cellule sono protette dall’aria e circondate da
uno strato specializzato di cellule del mesofillo che pompano CO2
nelle cellule di questa guaina
·
Il costo di
pompaggio della CO2 nella C4 costa energia, ma negli
ambienti caldi e secchi questo costo può essere inferiore all’energia persa
dalla fotorespirazione nelle piante C3
·
Inoltre, poiché le C4
possono svolgere la fotosintesi a concentrazioni + basse di CO2
internamente alla foglia, devono aprire meno i loro stomi e possono fissare il
doppio di carbonio per unità d’acqua perduta rispetto alla C3


L’O2 inibisce la fotosintesi in tutte le specie C3 ,
persino il livello di O2 esistente nell’atmosfera. Questo non
avviene nelle C4 .
·
Oggi sappiamo anche
che l’attività respiratoria totale alla luce, nelle foglie delle specie C3
, è anche 2 o 3 volte maggiore di quella al buio e
·
in condizioni
naturali la respirazione provoca la liberazione di una quantità di CO2
variabile da 1/3 a ¼ di quella contemporaneamente fissata dalla fotosintesi.
·
Negli organi
fotosintetizzanti illuminati la respirazione consta di due processi:
-quello che si verifica anche al buio in tutte le parti della pianta
-uno molto più rapido dipendente dalla luce: la fotorespirazione
Il consumo di O2 per
fotorespirazione nelle C4 è quasi nulla perché :
sia la rubisco che altri enzimi del
ciclo di Calvin sono presenti solo nelle cellule della guaina del fascio e,
inoltre, la concentrazione di CO2 in quelle cellule è mantenuta a
livelli così alti che l’O2 non può prevalere nella competizione col
CO2.
Le reazioni di fissazione del C, che iniziano nello stroma del cloroplasto
e continuano nel citosol, producono saccarosio.
La fotosintesi è bilanciata da feedback che interconnettono i processi di
formazione di ossigeno e di riduzione della CO2.
![]()