Bruno Pacifici

 

Casella di testo: NUTRIZIONE MINERALE
 

 

 

 

 


Come faccio a determinare quali sono gli elementi essenziali?

Analizzo chimicamente la pianta sana. Come?

Riscaldo a 70-80°C per 1-2 giorni per ottenere il residuo secco: polisaccaridi della parete cellulare,

 lignina e protoplasma

 

 

che elementi individuo?

 

 

 


Quasi la stessa composizione che si trova nei carboidrati

 

 

 

 

 

Le piante possono assorbire molti elementi non essenziali: sono almeno 60 e tra questi piombo, mercurio, arsenico, oro.

 

 

r La coltura idroponica

 

E’ una coltura fatta in soluzione  ed è importante per dimostrare l’importanza di elementi presenti in tracce. Per gli elementi che sono contenuti già nei semi si coltivano le piante per più generazioni.

Per poi dosare metalli e non-metalli si usano gli spettrofotometri ad assorbimento atomico e ad emissione.

 Gli accorgimenti di una tale coltura sono:

1-areare le radici

2-sostituire o integrare la soluzione a intervalli di pochi giorni

3-mantenere il pH

Le colture in soluzione non coinvolgono solo le radici, poiché gli alberi da frutta ed alcune altre colture orticole sono spesso fertilizzate con spray fogliari.

 

r Gli elementi essenziali

 

14 per tutte le angiosperme e gimnosperme + O,H,C    =   17

 

Le vitamine prodotte dai microrganismi che crescono su radici, fusti, foglie, servono?

Certe piante crescono e producono di più con esse, ma la maggior parte di queste osservazioni deve essere confermata.

 

un elemento  è detto essenziale se:

1-la pianta in sua assenza non può completare il suo ciclo biologico, cioè non forma semi germinabili.

2-fa parte di una molecola o di un costituente della pianta che sia esso stesso essenziale

 

 

 

 

Casella di testo: Dei 17 elementi
 

 

Casella di testo: 8 micronutrienti
necessari in concentrazioni minori o uguali a 100mg/Kg di sostanza secca
Casella di testo: 9 macronutrienti
necessari in concentrazioni minori o uguali a 1000mg/Kg di sostanza secca
 

 

 

 

 

 

 

 

 


Alcune specie hanno l’esigenza di altri elementi essenziali, oltre a questi. Ad esempio il sodio è quasi certamente essenziale per le specie C-4.

 

Se facciamo un diagramma generico dell’accrescimento in funzione della concentrazione di un nutriente in un tessuto vegetale ottengo un range ottimale di somministrazione dell’elemento che consente una crescita elevata. Il mantenersi in questo range è importante Þ nell’uso di fertilizzanti  si dovrebbe tener conto non solo dell’aumento della produzione, ma anche dell’inquinamento delle acque e del fabbisogno energetico mondiale.

 

 r Agenti chelanti

 

Molti micronutrienti non sono solubili nel terreno e devono essere tenuti in soluzione da agenti leganti (o agenti chelanti). Il chelato, unione di uno ione bi- o trivalente con un legante, è il prodotto solubile.

 

r      Azoto e fosforo

 

La carenza di azoto è più frequente di quella di qualsiasi altro elemento, sebbene sia diffusa anche quella di fosforo. L’azoto viene assorbito in due forme ioniche: il nitrato NO3- e ammonio NH4+. Il fosforo viene assorbito come H2PO4- o HPO42-.

 

Il potassio nelle piante raggiunge la più alta concentrazione rispetto a qualsiasi altro elemento, esclusi il carbonio e l’ossigeno.

 

r      Funzioni specifiche e non specifiche dei nutrienti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


r I processi di erosione

 

comportando la disintegrazione fisica e la trasformazione chimica dei minerali e delle rocce che si trovano in superficie, o quasi, della Terra, producono i materiali inorganici che formano i suoli. Lo sfaldamento dipende dal congelamento e scongelamento, dal riscaldamento e raffreddamento che determinano espansione e contrazione dei materiali.

 

r Il suolo

 

Se si esamina una sezione verticale di suolo vengono riconosciuti almeno tre orizzonti:

 

orizzonte A Õ di maggiore attività chimica, fisica, biologica

orizzonte B Õ regione di accumulo, vi si trovano ossido di ferro, particelle di argilla e piccole

quantità di sostanze organiche

orizzonte C Õ formato dalle rocce frantumate dalle quali trae origine il vero suolo degli orizzonti A

 e B

 

r Scambio di cationi

 

Le particelle di argilla trattengono nel reticolo cristallino Ca2+, Na+, K+ sottraendoli al dilavamento. Questi inoltre vengono scambiati e liberati dove diventano disponibili. I principali ioni carichi negativamente che si trovano nel suolo sono NO3-, SO4-, HCO3- e OH- e vengono dilavati molto più rapidamente.

 

I micro e i macronutrienti vengono continuamente riciclati attraverso i corpi delle piante e degli animali e restituiti al suolo per essere riassorbiti nuovamente dalle piante

 

 r Ammonificazione:

gran parte dell’azoto del suolo deriva da materiale organico morto

(proteine, aminoacidi, acidi nucleici, nucleotidi)

batteri saprofiti, funghi incorporano l’azoto e lo liberano come :

 

NH4+ o ammoniaca gassosa NH3

 

r Nitrificazione:

 

ossidazione dell’ammoniaca ad ammonio da parte di alcune specie di batteri del suolo che usano l’energia liberata da questo processo per ridurre la CO2. Per questo essi vengono detti autotrofi chemiosintetici.

¯

Nitrosomonas

oppure

 
2NH3+3O2Õ2H2O+2H++2NO2-Õnitrito

2NH4++3O2Õ2H2O+4H++2NO2

 

¯

Nitrobacter

Ossida il nitrito a nitrato:

2NO2-+O2®2NO3-

 

¯

l’N può essere assorbito dalla pianta

¯

riduzione del nitrato e sintesi degli aminoacidi (avviene nelle radici)

 

r La denitrificazione:

 

Ossido nitroso

 
è un processo di riduzione dei nitrati operato in condizioni anaerobiche da parecchi microrganismi che produce forme volatili dell’azoto (N2) e (N2O)

 

 

Ricavano energia utilizzando come accettore di elettroni l’NO3- invece di O2

¯

 

In questo modo i nitrati vengono persi dal suolo

 

 

r La fissazione dell’azoto: da N2 a NH4+

 

 

 


Dei vari tipi di organismi azoto fissatori, i batteri simbiotici sono quelli più importanti in termini di quantità totale di azoto fissato.

I benefici effetti che derivano al suolo dalla coltivazione di piante leguminose sono noti da secoli. Il fieno sono le leguminose tagliate. Quello che resta sono le radici ricche di azoto. Il Rhizobium penetra nei peli radicali, fino alla corteccia e porta alla formazione di escrescenze simili a tumori noti come tubercoli.La pianta ospite fornisce i carboidrati che i batterioidi ossidano ricavandone energia. Una parte degli elettroni e dell’ ATP ottenuti dai batterioidi[B.P.1]  con l’ossidazione, è utilizzata per ridurre N2 ad NH4+.

 

 

 

 

Anche batteri non simbiotici e  attinomiceti con piante non leguminose fissano azoto

 

 

 

 

 


Inoltre le piante liberano piccole quantità di azoto nell’atmosfera sotto forma di NH3, N2O, NO2 ed NO volatili, soprattutto quando sono ben fertilizzate. Le forme ossidate di azoto presenti nell’atmosfera sono importanti dal punto di vista ecologico, poiché quando sono convertite ad NO3- forniscono l’HNO3 presente nelle cosiddette piogge acide.

 

r Assimilazione degli ioni nitrato ed ammonio

 

Per le piante che non possono fissare N2 le sole importanti fonti di azoto sono NO3- ed NH4+ (non come tale perché tossico). Le piante coltivate e molte specie spontanee assorbono la maggior parte dell’azoto sotto forma di NO3- poiché l’ NH4+  viene ossidato molto rapidamente ad NO3- dai batteri nitrificanti. Comunità climax di conifere e graminacee, tuttavia, assorbono la maggior parte dell’azoto sotto forma di NH4+  poiché la nitrificazione è inibita o dal basso pH del suolo o da altro.

 

 

Schema riassuntivo del ciclo dell’azoto

 

 

 

 

 

 

 

r Ciclo dello zolfo

 

Le piante assorbono dal substrato sul quale vivono lo zolfo sotto forma di solfati.

La riduzione dei solfati è una peculiarità della cellula vegetale che si realizza attraverso una serie di reazioni nelle quali interviene ATP. Il processo porta alla formazione di H2S il cui radicale è prontamente impiegato per sintetizzare la cisteina. Da essa trae origine tutto lo zolfo della sostanza vivente.

 

r Ciclo del fosforo

 

Si trova in una vasta gamma di composti organici: ATP e altri nucleotidi, fosfolipidi, lecitine, zuccheri fosforilati.  Entra nella cellula sotto forma di massima ossidazione e tale rimane in tutti i composti organici dei quali entra a far parte; non subisce, cioè, un processo di riduzione, come avviene invece per nitrati e solfati.


69 [B.P.1]Batterio ingrossato ed immobile: una cellula tipica di un nodulo radicale ne contiene diverse migliaia