Autore Bruno Pacifici

 

Gli ormoni 


Gli ormoni peptidici sono tutti quelli ipofisari

Gli ormoni steroidei sono quelli cortico surrenali e quelli prodotti dalle gonadi

Le catecolamine noradrenalina, adrenalina, dopamina prodotte dalla midollare del surrene

Gli ormoni tiroidei tiroxina e triiodotironina sono prodotti dalla tiroide.

 

La biosintesi degli ormoni

per quelli peptidici è comune a quella di tutte le proteine.

per quelli steroidei la sostanza madre da cui derivano è il colesterolo che può essere prodotto per sintesi dalla cellula stessa o preso dal sangue in forma legata alla LDL (low density protein).

per le catecolamine  e per gli ormoni tiroidei la sostanza di partenza è la tirosina.

 

Liberazione degli ormoni

Quelli peptidici e le catecolamine vengono espulsi con granuli secretori e vescicole per esocitosi.

Quelli steroidei passano facilmente per diffusione la membrana.

La secrezione di quelli tiroidei è più complessa perchè quest’ultimi possono essere accumulati in un deposito extracellulare.

 

Il trasporto

Per quelli di tipo peptidico il trasporto è in forma libera.

Per quelli di tipo steroideo, per le catecolamine e gli ormoni tiroidei  il trasporto è dovuto a proteine vettrici. Nel plasma sanguigno si stabilisce un costante equilibrio tra frazione libera e combinata dell’ormone, che passa via via in forma libera in quantità equivalente a quella sottratta dai tessuti. Þ o protezione ormone o riserva ematica  o solubilizzazione degli ormoni liposolubili.

 

 

 

Il loro destino

Quelli peptidici vengono demoliti dalle proteasi dei tessuti o del plasma.

Quelli steroidei e le catecolamine vengono inattivati da enzimi soprattutto del fegato e andranno poi ai reni.

 

 

 

 

I recettori ormonali:  altissima affinità  carattere allosterico

 

intracellulari

nel citoplasma per gli ormoni steroidei , nel nucleo per i tiroidei.

 

membranali

per gli ormoni peptidici e per le catecolamine perché sono scarsamente liposolubili.

 

-Può accadere che pur combinandosi con recettori cellulari identici, la risposta in cellule bersaglio diverse può essere opposta!!-

 

Il legame tra ormone e recettore deve essere debole e lo è: ponti idrogeno, legami idrofobici, forze di Van der Waals.

L’intensità della risposta cellulare dipende dalla concentrazione dell’ormone e dal numero di recettori della cellula.

 

La molecola recettrice ha almeno due subunità: una recettrice ed una effettrice col sito operativo.

L’attivazione della subunità effettrice innesca una “catena” di reazioni enzimatiche che mette capo alla risposta cellulare. Si realizza una amplificazione del segnale.

 

 

 

 

Azioni intracellulari degli ormoni

Ormoni steroidei e tiroidei il complesso recettore-ormone diviene operativo all’interno del nucleo quando si lega con la cromatina per innescare così la produzione di proteine. Il numero di geni che vengono implicati nell’azione di ogni ormone non supera la mai la cinquantina. La modificazione della sintesi proteica avviene in tempi brevi (5-10 minuti).

 

Ormoni peptidici e catecolamine la subunità recettrice del recettore è rivolta verso l’esterno e quella effettrice verso l’interno.

 L’azione scatenata può essere diretta o indiretta.

Nella azione indiretta all’attivazione del sito catalitico fa seguito l’intervento di un mediatore,

la proteina G  (attivatrice o inibitrice).

 Questa attiva un enzima che formerà uno dei  secondi messaggeri:

 l’AMP ciclico, il GMP ciclico, IP3, il DAG.

Questi agiranno su una proteina chinasi fosforilandola.

La proteina chinasi a loro volta fosforilerà l’enzima che deve essere attivato,

 magari dopo numerose tappe.

 

In quella diretta mancano la proteina G ed i secondi messaggeri.

 

 

L’ AMPciclico ed il GMPciclico operano per attivazione fosforilativa di una sequenza di enzimi .

L’IP3 invece apre i canali ionici del Calcio della membrana del reticolo endoplasmatico e della membrana cellulare le cellule bersaglio che operano con questo secondo messaggero sono provviste di calmoduline, proteine allosteriche Calcio-dipendenti che esplicano l’azione.

Il DAG opera per attivazione fosforilativa Calcio-dipendente.

 

 

 

 

 

Sistemi di controllo delle funzioni endocrine

 

1-feed-back negativi

un aumento di concentrazione dell’ormone nel sangue o dei suoi effetti inibisce la sua liberazione da parte della ghiandola endocrina

è un meccanismo stabilizzatore

2-feed-back positivi

un aumento di concentrazione dell’ormone nel sangue o dei suoi effetti esalta la sua liberazione da parte della ghiandola endocrina

è un meccanismo destabilizzante

 

3-combinazione dei due

 

 

 

 

 

 

 

 

Gli ormoni proteici  L’IPOFISI (GHIANDOLA PITUITARIA)

L’ipofisi è una piccola formazione globosa contenuta in una cavità dell’osso sfenoide: la sella turcica; è connessa alla base dell’encefalo, in corrispondenza della regione ipotalamica, mediante il peduncolo ipofisario.

Si distinguono due lobi: adenoipofisi e neuroipofisi, entrambe ghiandole endocrine.

 

La produzione dei suoi 6 ormoni è però controllata per via umorale, dai centri nervosi ipotalamici. Questi centri producono: RH (realising hormones) e IH (inhibiting hormones)

Questi tramite un flusso assonale entrano in intimo contatto con una ricca rete di capillari sanguigni.

Questo circolo venoso locale è noto come sistema portale ipotalamo- ipofisario

  Di natura esclusivamente nervosa , ad essa appartengono funzionalmente anche i nuclei sopraottico e paraventricolare , nonché le fibre che da essi discendono.

le terminazioni delle fibre nervose che discendono dai nuclei ipotalamici prendono intimo contatto con i capillari sanguigni che irrorano la ghiandola. Gli ormoni prodotti sono 2 e vengono prodotti nel soma dei neuroni ipotalamici.

 

   

 

Le catecolamine, biosintesi e liberazione.

La biosintesi avviene in cellule della midollare del surrene (le cromaffine) distinguibili morfologicamente in quelle che producono adrenalina (circa il 90%) e quelle che producono noradrenalina (circa il 10%). Entrambi i tipi producono dopamina.

La liberazione delle catecolamine è fondamentalmente regolata per via nervosa. Le cellule cromaffini sono riccamente innervate dalle terminazioni nervose ortosimpatiche (pregangliari) che decorrono nei rami surrenali dei nervi splancnici. Il controllo sovraspinale della funzione surrenale ha  suoi centri encefalici più importanti nell’ipotalamo. A questi centri giungono segnali sensoriali provenienti dalla cute, dai vasi sanguigni e dai visceri. Si spiega così la rapida immissione in circolo di catecolamine in seguito a stimoli intensi di caldo, freddo e dolore.

 

 

 

Gli ormoni tiroidei

Sono detti collettivamente iodotironine e vengono prodotti dalla tiroide.  Regolano lo sviluppo e la differenziazione di tutti i tessuti e l’intensità dei processi metabolici che vi si svolgono. Derivano dalla iodazione della tirosina e sono la tiroxina (T4) e la triiodotironina (T3). Si trovano nella colloide dei follicoli tiroidei. La colloide pertanto costituisce un notevole deposito di ormoni tiroidei che possono essere liberati ed immessi in circolo in relazione alle esigenze. Le cellule tiroidee da una parte estraggono iodio e tirosina e li accumulano legati ad altri aminoacidi e dall’altra liberano gli ormoni sintetizzati.