I
RECETTORI
Affinché
le fibre nervose possano rispondere a stimoli diversi da quello elettrico sono
necessarie particolari formazioni: i recettori sensoriali.
Dove
si trovano? Si trovano nelle strutture periferiche.
Come sono connessi con i centri nervosi? Con
cellule bipolari ® nei gangli sensitivi dei
nervi cranici
a T ® nei gangli delle radici
dorsali del midollo spinale
A seconda
della provenienza degli stimoli
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ESTEROCETTORI |
PROPRIOCETTORI |
ENTEROCETTORI |
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Per stimoli dall’esterno: |
prendono stimoli da
muscoli, |
prendono stimoli da |
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a contatto diretto o no |
tendini, articolazioni |
organi inerenti la vita
vegetativa |
A seconda del
tipo di stimolo
|
meccanocettori |
CHEMIOCETTORI |
TERMOCETTORI |
ALGOCETTORI |
FOTOCETTORI |
L’ORGANIZZAZIONE STRUTTURALE DEL RECETTORE
La natura del recettore: 1- esclusivamente
nervosa 2- dotato di cellule
sensoriali
1- I recettori nervosi hanno una porzione
terminale che acquista la funzione recettoriale .Può formare espansioni a
gomitolo, spiralizzate o a placche oppure può suddividersi in finissimi rami
(le terminazioni nervose). Frequentemente vengono completati da cellule
accessorie.
2-Nei recettori provvisti di cellule sensoriali si
definisce la sinapsi cito-neurale: elettrica o chimica.
In
quella elettrica la terminazione della fibra nervosa avvolge a calice la
cellula sensoriale.
In
quella chimica la fibra diventa amielinica in vicinanza della cellula sensoriale
e si ramifica con dei bottoni sul suo polo
sinaptico.
Diverso da questo tipo di recettori è quello di trazione che si trova negli
Invertebrati e che risponde all’allungamento dei muscoli. E’ un neurone-recettore ® da
qui l’ipotesi evolutiva di un neurone recettore fino ad una cellula a T per
migrazione del soma dalla periferia ai centri nervosi.
La fibra nervosa afferente con i recettori da essa
innervati prende il nome di unità
sensoriale ed occupa un campo
recettivo.
Ogni recettore sensoriale ha una propria selettività, cioè una sensibilità
elettiva per un determinato tipo di stimolo.
Ogni recettore risponde ripetitivamente allo stimolo
perché è sempre presente una parte sprovvista di accomodazione. Tuttavia lo stimolo si riduce progressivamente di
frequenza (adattamento) nel giro di secondi o minuti (è un fenomeno più
lento dell’accomodazione)
I recettori si possono distinguere anche in base
alla diversa intensità e prontezza con cui interviene l’adattamento:
recettori
tonici
non si adattano
recettori
fasici
si adattano rapidamente
on se rispondono all’inizio dello stimolo off se rispondono alla fine dello stimolo on-off se rispondono sia all’inizio che alla fine
recettori fasico-tonici Þ si adattano parzialmente
perché lo stimolo rimane anche se diminuito
Per alcuni
invece lo stimolo consiste in una variazione di frequenza della scarica
di riposo che hanno continuamente
Lo stimolo che arriva al recettore viene trasdotto in un segnale elettrico analogico, il potenziale del recettore. Questo
viene codificato in una scarica di potenziali la cui frequenza dipende
dall’intensità dello stimolo
Il potenziale del recettore ha carattere graduale ed
è locale, essendo di norma una depolarizzazione della membrana recettiva
Con la trasduzione si attua una notevolissima
amplificazione del segnale
La parte codificante, l’encoder, si trova di regola nella
ultima porzione della terminazione assonale sensitiva. In particolare: · se la fine afferente è
mielinica, l’encoder si trova nel primo o nei primi nodi di Ranvier più vicini
alle terminazioni recettive · altrimenti si trova nei
segmenti iniziali del neurone
Il potenziale del recettore attiva sempre l’encoder
per via elettrotonica, ma con diversa sequenza se i recettori sono
· sprovvisti di cellule sensoriali (esempio del corpuscolo del
Pacini)
· provvisti di cellule
sensoriali ® se la sinapsi è elettrica
la scarica non subisce troppo decremento
® se la sinapsi è chimica il potenziale del
recettore determina una
scarica di
trasmettitore mediata da Ca2+ e lo sviluppo nel neurone
di un EPSP
I potenziali che attivano l’encoder sono potenziali generatori (potenziali
recettoriali o postsinaptici)
Alla
codificazione dell’informazione sulla intensità dello stimolo partecipano vari
meccanismi:
1)il numero di recettori che viene attivato; è
infatti evidente che, essendo di regola i recettori una popolazione numerosa,
al crescere dell’intensità dello stimolo aumenta il numero di essi che ne viene
investito e quindi invia potenziali d’azione nelle fibre afferenti.
Raggiungeranno la soglia di scarica per primi i recettori più vicini al luogo
di stimolazione e/o quelli con soglia più bassa, poi quelli più lontani o con
soglia via via più elevata;
2)la frequenza di scarica dei recettori; questa
cresce con l’aumentare della intensità dello stimolo, però con una legge di
tipo logaritmico. La “non linearità” nella conversione intensità dello stimolo®frequenza di scarica è primariamente
intrinseca al processo di trasduzione, codificazione, ma altri due fattori
contribuiscono al renderla più pronunciata: l’inibizione laterale per via
assonica (illustrata in figura) ed il controllo efferente dei recettori che
quasi sempre interviene con funzione inibitoria quando la scarica efferente
diviene molto intensa.
In una unità sensoriale inoltre, su un singolo
canale afferente possono convergere scariche che arrivano da più recettori e
propagarsi antidromicamente nei rami dei recettori vicini ed estinguersi. Questo
fenomeno aumenta col crescere della frequenza di scarica Þ per stimoli
deboli la risposta viene ad essere
aumentata ,mentre per stimoli intensi
la risposta viene ad essere frenata

Abbiamo sottolineato il fatto che quasi tutti i
recettori hanno fibre nervose che inibiscono e qualche volta eccitano la
risposta dei recettori agendo sulle cellule sensoriali. L’azione inibitrice
potrebbe funzionare depolarizzando la membrana postsinaptica aumentandone la
conduttività. Questo creerebbe un cortocircuito “shunt” che sottrarrebbe una
frazione delle correnti elettrotoniche destinate alla sinapsi afferente e ne
diminuirebbe in sostanza l’efficacia.

Successivamente nelle
sinapsi centrali avviene un processo inverso a quello operato dai
recettori: la sequenza di impulsi viene “decodificata”,mediante
un processo di sommazione temporale, in un segnale di nuovo graduale.
La codificazione del segnale originario in una
sequenza di potenziali d’azione, attuata nel recettore, offre vari vantaggi:
1-si ha eliminazione di interferenze poiché i segnali sono del tipo “tutto o
nulla” e quindi deve essere rispettata solo la relazione temporale. 2-un
risparmio economico perché il dispendio energetico negli intervalli tra i
potenziali d’azione è trascurabile.