La
coattivazione a - g

Stabilizza la forza di contrazione regolando di
conseguenza tutti i movimenti volontari o involontari. La funzione
stabilizzatrice può essere spiegata ammettendo che l’attivazione dei
motoneuroni g da parte dei centri motori
encefalici determini una modificazione della risposta fusale in modo da variare
il “punto di lavoro”, cioè cambierebbe il modo di comparare le lunghezze del
fuso e delle fibre extrafusali da parte del fuso stesso. Questa via è anche
indicata come ansa g e la sua rimozione mediante
recisione delle radici dorsali porta a disordine e imprecisione dei movimenti
volontari, ma non li sopprime.
Il riflesso
miotatico inverso -
prende
origine dagli organi tendinei del Golgi. Dall’organo partono infatti fibre
afferenti che portano i segnali al midollo spinale tramite un interneurone
inibitore. Da qui a motoneuroni a che innervano il muscolo
dove sono ubicati gli organi stessi.
ß
opera inversamente a quello del riflesso miotatico

Anche quello riflesso comprende , accanto all’arco
inibitore che porta al rilasciamento dei muscoli in cui agisce lo stimolo,
anche un arco integrativo eccitatore che porta alla contrazione dei muscoli
antagonisti. Una importante peculiarità del r.m.i. è la risposta provocata nei
muscoli di entrambi i lati (riflesso di Phillipson) Þ l’arco inibitore per un muscolo deve essere
concatenato con archi multisinaptici anche controlaterali. Inoltre il r.m.i.
diventa dominante solo quando la tensione meccanica nelle strutture tendinee
diventa elevata. E’ quindi una reazione tesa a proteggere i muscoli ed i
tendini da aumenti di tensione potenzialmente lesivi. Non manca però
l’interpretazione dell’r.m.i. come meccanismo finemente regolatore insieme
all’r.m.
Il tono
muscolare -
è una persistente attività
delle fibre
è di natura riflesso-propriocettiva
è sostenuto da una continua scarica di
potenziali d’azione di frequenza molto bassa (2-5 sec) che proviene dai
motoneuroni a del midollo spinale. Questa
scarica interessa alternativamente unità motorie diverse.
Controllo
locale dei motoneuroni spinali - Il livello di attivazione o
inibizione dei motoneuroni a dipende dalla sommazione
dei segnali che arrivano ad essi. Questi segnali arrivano, ma non fanno mai
superare certi limiti ai motoneuroni che hanno un meccanismo regolatore attuato
da neuroni ricorrenti sia eccitatori che inibitori. Se l’attivazione è alta il
potenziale si scarica tramite l’inibitore, altrimenti si rinforza con l’eccitatore.
Dei due circuiti quello inibitore è di regola dominante sull’eccitatore.

Il circuito inibitore ricorrente di Renshaw è il
meglio conosciuto. L’interneurone inibitore di Renshaw riceve i segnali dalle
collaterali ricorrenti di un motoneurone a. Ci sono forti evidenze che
gli interneuroni di Renshaw ricevano inputs sia eccitatori che inibitori da una
varietà di altre sorgenti, incluse le afferenze dei muscoli e della pelle e da
varie regioni sovraspinali. E’ in tal modo chiaro che queste cellule non costituiscono una via privata esclusiva delle
collaterali degli assoni motori. Inoltre inibiscono anche gli interneuroni
di vie disinaptiche tra le afferenze di gruppo Ia ed i motoneuroni. Tutte
queste evidenze suggeriscono che esse adempiano a funzioni che vanno ben oltre
un semplice feed-back negativo. L’esistenza di proiezioni sovra-spinali sulle
cellule di Renshaw suggerisce che l’inibizione ricorrente può essere modulata
da “comandi” motori discendenti. La sinapsi tra la collaterale e la cellula di
Renshaw è eccitatoria colinergica nicotinica. L’interneurone con le sue
terminazioni fa sinapsi inibitorie glicinergiche. La sinapsi tra la collaterale
e la cellula di Renshaw può essere bloccata con la beritroidina. La stricnina e la tossina dei
batteri del tetano sono bloccanti delle sinapsi glicinergiche.