Controllo bulbo-pontino della
motilità
Praticando nell’animale da esperimento (solitamente
il gatto) sezioni trasverse complete dell’asse cerebro-spinale a vari livelli
ed osservando le alterazioni della motilità dell’animale che esse provocano si
è potuta conoscere l’importanza nel controllo motorio dei centri nervosi.
l con la sezione sottobulbare
ottengo l’animale spinale, in cui il
controllo motorio è esclusivamente riflesso
l una sezione che cada
superiormente al ponte di Varolio, a livello dei corpi quadrigemini porta
all’animale decerebrato
l quando la sezione avviene a
livello dei corpi mammillari si ottiene l’animale mesencefalico
l il più elevato livello che
si può raggiungere utilizzando questo sistema è quello dell’animale decorticato
La rigidità da
decerebrazione - Le modificazioni più vistose e caratteristiche del tono muscolare e
della postura si osservano nell’animale decerebrato, quando la sezione sovrapontina del tronco encefalico venga fatta tra
i corpi quadrigemini superiori ed inferiori (sezione intercolliculare), al di
sopra delle radici del nervo vestibolare. Si osserva un vistoso aumento del
tono muscolare che interessa tutti i muscoli del corpo e in preminenza quelli
estensori ® la postura antigravitaria è esagerata. Una peculiare caratteristica
di questa rigidità è il “segno del temperino”: l’arto oppone forte resistenza
al flettersi però poi cede improvvisamente e la rigidità si ristabilisce
gradualmente. Questo perché stimolo intensamente gli organi tendinei del Golgi
e rendo dominante il riflesso miotatico inverso. La rigidità esprime un abnorme
esaltazione del riflesso miotatico. Infatti tagliando le radici dorsali la
rigidità viene soppressa.
Dal momento che nell’animale spinale non c’è
rigidità estensoria si può dedurre che l’esaltazione dei riflessi miotatici sia
dovuta a segnali discendenti
facilitatori mandati dalla sostanza grigia bulbo pontina. Bisogna ancora
ammettere però che nell’animale integro l’attività di queste formazioni
facilitatrici sia continuamente moderata da segnali che provengono da
formazioni encefaliche sovrastanti la sezione intercolliculare.
Abbiamo detto che i segnali provengono dalla
sostanza grigia bulbo-pontina. E’ stato provato che una estesa area di questa
sostanza grigia denominata sostanza
reticolare è la responsabile della maggior parte di questi segnali. L’azione facilitatrice dei riflessi miotatici è in realtà esplicata solo da
una sua porzione (laterale e craniale). Esiste tuttavia un’altra porzione meno
estesa e disposta ventralmente e caudalmente rispetto alla prima, la cui
attivazione ha invece un’azione inibitoria. Mentre quelli della
sostanza reticolare facilitatrice si mantengono spontaneamente in attività , quelli
della sostanza reticolare inibitrice vengono mantenuti attivi da segnali
eccitatori discendenti dal cervelletto,
dai nuclei della base e dalla corteccia
cerebrale. Da queste formazioni inoltre discendono segnali che inibiscono
la sostanza reticolare inibitrice.
ß
|
Con la sezione
intercolliculare del tronco encefalico vengono interotte le vie che
mantengono in attività la sostanza reticolare inibitrice ed inoltre viene
meno l’azione di freno che esse esercitano sulla sostanza reticolare
facilitatrice. |
Il meccanismo che sostiene la rigidità da
decerebrazione è però complesso. E’ prova l’osservazione che la distruzione del
nucleo di Deiters, il principale dei
nuclei vestibolari, riduce fortemente o sopprime la rigidità nell’animale
decerebrato.

Rigidità g e rigidità a E’
dovuta ai segnali discendenti facilitatori provenienti dalla sostanza
reticolare che non raggiungono direttamente i motoneuroni a, ma quelli g che portano in contrazione
le fibre intrafusali. Nel gatto questo meccanismo opera quasi esclusivamente
negli arti posteriori, tanto che resta la rigidità degli arti anteriori e del
collo (opistotòno) anche se recido le radici dorsali. Ne viene che questa
rigidità non è sostenuta dai segnali propriocettivi muscolari, ma da segnali
provenienti dai nuclei dei nervi vestibolari.
Sono
anch’essi segnali facilitatori che raggiungono ed attivano tramite
interneuroni, i motoneuroni a della muscolatura degli
arti superiori e del collo. La rigidità a viene quindi eliminata facendo
la distruzione bilaterale dei nuclei o degli organi vestibolari.
Parte di approfondimento:
Le sinapsi GABA-ergiche: queste sinapsi si trovano in molti centri nervosi encefalici e nel midollo spinale e sono caratterizzate dalla presenza di vesicole di forma ellittica. I recettori GABA-ergici sono di regola post-sinaptici e sono distinguibili in due sottotipi: GABAA e GABAB. I recettori GABAA sono ad azione diretta , cioè recettori canali ionici specifici per gli ioni Cl-. Si è dimostrato recentemente che ogni recettore-canale GABAA è una proteina “serpentina” assai complessa, costituita da 4 subunità. L’azione del GABA sui recettori GABAA è impedita dalla picrotossina. La sua azione viene invece facilitata dalle benzodiazepine (Valium, Librium, Madar, ecc..) che si legano alla subunità a dei recettori GABAA. Con la stessa subunità si combinano anche i barbiturici e l’alcool ed anche alcuni ormoni steroidei. I recettori GABAB agiscono invece per via indiretta ed operano, tramite i messaggeri inositidici (DAG ed IP3), sui canali ionici del K+ e del Ca2+, portando i primi in apertura ed i secondi in chiusura; anche l’attivazione dei recettori GABAB induce quindi un iperpolarizzazione .