Il Golden Rice

Il riso geneticamente manipolato

Nel 1991, gruppi di ricerca di Zurigo (una squadra guidata dal Dr. Ingo Potrykus dell'Istituto Federale Svizzero di Tecnologia) di Friburgo, Germania (Beier et al.) hanno sviluppato l'idea di introdurre il Beta-carotene nell'endosperma del riso, per poter tentare di convertire questa coltivazione primaria in una fonte di Vitamina A nelle zone afflitte da VAD. Nel gennaio 2000 il gruppo di scienziati ha pubblicato i suoi risultati su "Science"

I ricercatori hanno manipolato geneticamente una varietà da laboratorio di riso giapponese (Taipei 309, adatto al clima temperato dellíEuropa piuttosto che a quello delle aree tropicali) introducendo una via metabolica per convertire in Beta-carotene una parte di un precursore ormonale (geranyl geranyl difosfato) presente nel riso.

I ricercatori hanno inoltre inserito tre geni estranei nel riso: due dai narcisi (Narcissus pseudonarcissus) ed uno dal batterio Erwinia uredovor.

Nel gennaio del 2000 i ricercatori hanno riferito di aver raggiunto il loro obiettivo di creare i primi campioni di una linea di riso arricchito con Beta-carotene.

Il principale finanziatore del progetto per il riso GM negli ultimi sei anni è stata la Fondazione Rockefeller, la quale ha finanziato questa ricerca nell'ambito del suo programma sulle biotecnologie del riso per un valore di cento milioni di dollari. Ulteriori finanziamenti sono stati forniti dal programma sulle biotecnologie FAIR dell'Unione Europea, dall'ufficio federale Svizzero per l'Educazione e la Scienza e l'Istituto Federale Svizzero di Tecnologia.

Secondo i suoi portavoci, il gruppo di ricercata intende collaborare con i Centri Internazionali di Ricerca sull'Agricoltura (IARC) - compreso l'Istituto Internazionale di Ricerca sul Riso (IRRI) Filippino, l'ICRISAT Indiano, la CNRRI Cinese ed il CIAT Colombiano - dove verranno eseguiti ulteriori coltivazioni incrociate e sperimentazioni in campo.

L'IRRI, insieme all'Istituto Filippino per la Ricerca sul Riso (PhilRice), si prepara a trasferire il tratto genico modificato ad altre varietà non appena la sua richiesta riceverà l'approvazione da parte del Comitato Nazionale sulla Biosicurezza delle Filippine.

Il tratto geneticamente modificato dovrebbe essere trasferito nelle varietà predominanti di riso indica, usato in Asia,. Gary Toennissen della Fondazione Rockefeller ha dichiarato che il riso transgenico verrebbe combinato con le varietà nuove ad alta resa sviluppate dalla IRRI -- come la IR64 -- che vengono coltivate in maniera estesa negli ambienti favorevoli e ben irrigati.

I programmi per il trasferimento di questo riso dal laboratorio al campo, e successivamente alle popolazioni che soffrono di VAD, sono ancora agli albori.

Gli inventori del riso d'oro affermano che esso potrebbe essere disponibile per la semina in loco ed il consumo non prima del 2004 e le esperienze agricole lasciano supporre che occorrerebbero almeno quattro o cinque anni per produrre le varietà commerciabili.

 

"Le false promesse del riso geneticamente modificato"

Dal sito di Greenpeace - Ottobre, 2000
Le prime notizie sul "Riso D'oro" (Golden Rice) apparvero nell'agosto del 1999, quando alcuni scienziati annunciarono la creazione di una varietà di riso manipolata geneticamente per introdurre il Beta-Carotene (o Pro-Vitamina A), un composto che il nostro organismo trasforma in vitamina A.

Gli scienziati si augurarono che questo riso geneticamente manipolato (GM) potesse diventare un importante strumento per combattere le carenze di vitamina A.

Il riso GM è stato presentato in alcune pubblicazioni e dibattiti come una facile e rapida soluzione alle carenze da Vitamina A (VAD), ma i fatti dimostrano che così non è. Nel breve periodo il riso GM è il metodo più costoso, meno sviluppato, ed ecologicamente più rischioso per affrontare la carenza di vitamina A mentre a lungo termine, l'approccio monocolturale del riso GM può rappresentare una ulteriore minaccia per la sicurezza alimentare.

L'industria biotech si serve di questo riso per conquistare il favore dell'opinione pubblica sugli alimenti transgenici. Le aziende del settore sostengono che le loro colture brevettate possono sfamare il mondo, una tesi assolutamente infondata poiché basata sul falso presupposto che il problema della fame sia dovuto ad un divario tra produzione alimentare e popolazione umana.

Eppure secondo il Direttore Generale della FAO Jacques Diouf " Nel mondo viene prodotto cibo sufficiente a nutrire tutti i suoi abitanti e la produzione potrebbe essere anche aumentata"

La recente indagine della FAO sulla sicurezza alimentare "Agricoltura: verso il 2015/30" pur escludendo gli organismi geneticamente manipolati, conclude che la produzione alimentare continuerà a crescere nei prossimi trent'anni e supererà la crescita demografica. Il rapporto conferma che le vere cause della fame e della malnutrizione derivano dalla povertà e dall'accesso alle risorse alimentari, due aspetti che i cibi transgenici non affrontano. Si ricorda che il 78% dei bambini malnutriti delle zone in via di sviluppo vive in Paesi che godono di un surplus alimentare.


 

Jorgen Sclundt, Organizzazione Mondiale per la Sanità (OMS), Food Safety Programme

" L'OMS non ha ricevuto una documentazione specifica relativa alla modifica genetica del riso alla Vitamina A, né alcuna informazione sui test di sicurezza per questo prodotto. Bisogna notare che i seguenti aspetti devono essere considerati in una valutazione più ampia: gli effetti collaterali sulla salute, se ci saranno, non sono conosciuti: bisogna condurre test sanitari; la disponibilità biologica di carotenoidi contenuti nel riso GM non è conosciuta (in particolare la loro digeribilità); l'approvazione dei consumatori va studiata poiché il riso GM ha un colore giallo".


 

Problemi sanitari e nutritivi

Il riso GM dovrebbe sostituire le varietà esistenti e, se la sua introduzione avesse successo, sarebbe consumato in gran quantità diventando l'unico alimento base disponibile per la maggior parte della popolazione. Eppure ad oggi non sono stati condotti test rigorosi su scala regionale per dimostrarne la sicurezza sanitaria, al fine di escludere l'introduzione di nuove proprietà allergeniche  o involontarie modifiche metaboliche .

L'assunzione e l'assimilazione della Pro-Vitamina A dipendono da tanti fattori tra cui un'adeguata assunzione di proteine, vitamina E, zinco e grassi.

La Pro -Vitamina A deve inoltre essere trasformata dall'organismo in vitamina A, processo che si verifica solo in presenza di lipidi. Tuttavia la dieta dei poveri spesso è carente di grassi e di altri nutrienti chiave tanto che la Pro-Vitamina A disponibile dal riso GM potrebbe essere eliminata senza essere metabolizzata.

Secondo il parere di diversi gruppi, in Asia il riso GM non rappresenta la soluzione del problema della malnutrizione. L'esperienza acquisita dagli agricoltori nella diversificazione delle colture mostra che esistono più sistemi per combattere la mancanza di Vitamina A senza isolare il problema dal suo contesto socio-politico. Ad esempio, la reintroduzione di prodotti locali ricchi in micronutrienti, compresa la Pro-Vitamina A, ha avuto successo in Bangladesh ed in Tailandia.

Va notato che il modello agricolo industriale è ritenuto largamente responsabile per la malnutrizione e per la mancanza di diete diversificate.

Secondo la Fondazione non-profit Azione Internazionale sulle Risorse Genetiche (GRAIN):

" Il paradigma della Rivoluzione Verde per un'agricoltura industriale soggetta all' orientamento del mercato di cui l'ingegneria genetica è un'estensione, ha ridotto la biodiversità e di conseguenza la varietà dietetica aumentando così la malnutrizione da micro nutrienti nelle fasce più povere".

"La tragedia è che le varietà locali distrutte da questo modello agricolo sono - proprio in quei paesi che soffrono di malnutrizione - una ottima fonte non solo di vitamina A ma anche di altri nutrienti. La varietà dietetica potrebbe fornire una sostenibile ed equa soluzione alla malnutrizione".


 

I brevetti sul riso alla Vitamina A

Nel maggio del 2000, gli inventori del riso GM annunciarono un accordo con il quale AstraZeneca,un gruppo farmaceutico e biotech internazionale con un fatturato nel 1999, di 18.5 miliardi di dollari, rilascerà sotto licenza e distribuirà questa pianta transgenica.

Nonostante sia stato presentato come "un accordo [che] dovrebbe garantire che il "Riso Dorato" raggiunga quelli che ne hanno bisogno il prima possibile", la logica è chiaramente commerciale.

La multinazionale ha dichiarato di voler vendere commercialmente il riso GM consentendone allo stesso tempo la distribuzione e l'uso gratuito unicamente a quei coltivatori nei paesi in via di sviluppo che possiedono un reddito annuale inferiore ad una certa soglia. Non è ancora chiaro se questo annuncio sia vincolante o se l'AstraZeneca possa comunque modificare l'accordo raggiunto.

Il Movimento dei Contadini delle Filippine (KMP) in una dichiarazione alla stampa rilasciata lo scorso giugno ha ribattuto: " Perché qualcuno dovrebbe mai credere che questo sia per i poveri quando Zeneca ha messo ben in chiaro che il loro interesse è quello di ricavare profitti nel Nord dalla loro tecnologia?"

Va ricordato, per inciso, che la ricerca sul riso alla Vitamina A è stata finanziata anche con fondi pubblici.

Un problema formale del riso GM si collega ai limiti imposti dalle regole della brevettabilità che non autorizzano la conservazione delle sementi transgeniche, come si usa con le sementi convenzionali. Ai contadini viene richiesto ogni anno l'acquisto di nuove sementi transgeniche ma, nei paesi in via di sviluppo, molte aziende agricole familiari si sostengono grazie alle sementi conservate per la semina dell'anno successivo. La questione in questo caso è ancora più complessa poiché gli inventori del riso GM hanno utilizzato una serie di brevetti di compagnie private che secondo il Washington Post sono: "almeno 32 aziende ed istituti che detengono 70 brevetti che coprono le tecnologie impiegate per la creazione del riso d'oro".

Per evitare la richiesta di licenze sui brevetti si dovranno definire degli accordi vincolanti per tutti i proprietari. Il costo del riso GM potrebbe, in quest'ultimo caso, risultare molto più alto del previsto.


 

Problemi tecnici

Oggi esiste solo qualche chicco di riso GM nei laboratori e non è stato effettuato alcun test in pieno campo per verificarne il rendimento e la stabilità dell'impianto genetico quando combinato con altre varietà di riso. E' risaputo che le piante transgeniche, anche quando danno buoni risultati in laboratorio, possono fallire quando rilasciate in ambiente, soprattutto se, come nel caso del riso GM, contengono non uno ma tre costrutti genici addizionati.

La soia della Monsanto, Roundup Ready, per esempio in condizioni di crescita con medio-alte temperature al suolo, ha prodotto baccelli spaccati ed un calo dei raccolti fino al 40%.

Un altro imprevisto si è verificato con le piante di tabacco transgenico resistente agli erbicidi. Nonostante sembrassero ben tolleranti all'erbicida in serra, una volta trasferito in pieno campo molte piante morirono.


 

L'impatto ambientale del riso GM

 

Rafael Mariano, presidente del Sindacato degli Agricoltori Filippini (Kilusang Magbubukid ng Pilipinas)

"La promozione di potenti erbicidi nella coltura del riso condotta dall'Istituto Internazionale di Ricerca sul Riso (IRRI), ha annientato le colture locali, fonte di Vitamina A per la povera gente, ma anche le rane pescatrici, i crostacei e i grilli che rappresentano una fonte di proteine per 50 milioni di poveri, ed ora la gente [delle Filippine] deve spendere percentuali sempre maggiori dei loro ridotti redditi per acquistare costosi alimenti"

 

In Asia, dove il riso è il maggior alimento di prima necessità, " una nube nera di uniformità genetica già sta avvolgendo i campi asiatici, con colture limitate a poche varietà", ha dichiarato recentemente il gruppo Filippino MASIPAG (Farmer-Scientist Partnership for Development).

"Questa è una situazione estremamente pericolosa sia per gli agricoltori che per la sicurezza alimentare perché aumenta la dipendenza dai composti chimici tossici e dall'ingegneria genetica per la difesa dei raccolti contro le debolezze intrinseche dell'uniformità biologica".

 

"Se non potete aiutare i poveri del Sud, per favore non aggravate la loro multitudine di problemi" ha scritto Devinder Sharma, presidente del Forum sulla Biotecnologia e Sicurezza Alimentare di Nuova Delhi,  in una recente lettera al direttore pubblicata dal Financial Times.


 

La carenza da Vitamina A (VAD)

 

La VAD è una delle deficienze da micronutrienti che hanno flagellato l'umanità nei secoli e che pone tuttora un enorme problema per la sanità pubblica assieme alla carenza di ferro (anemia), zinco, iodio (gotta), vitamina D, riboflavina, selenio e calcio.

La VAD è una malattia di chi non ha mezzi economici e soffre di denutrizione ed è un aspetto della "fame nascosta" la quale, secondo alcune stime, affligge fino a due miliardi di persone nel mondo.

Il numero di persone affette da "fame nascosta" (coloro che sembrano avere una alimentazione adeguata ma che di fatto hanno delle carenze di micronutrienti e di lipidi) è più del doppio di quello delle persone denutrite (800 milioni).

La maggior parte delle forme di "fame nascosta" sono state debellate nei paesi industrializzati nel corso dell'ultimo secolo, mentre rappresentano tuttora uno dei maggiori problemi sanitari nei paesi in via di sviluppo. I deficit di minerali e vitamine affliggono circa 40% della popolazione mondiale e hanno il loro effetto più devastante sui bambini e le donne in gravidanza.

La VAD può causare la cecità totale (o xeroftalmia) nei bambini e la ridotta capacità visiva notturna: almeno 350.000 bambini in età prescolare diventano parzialmente o totalmente cechi ogni anno a causa della VAD.

Quattordici milioni di bambini in età prescolare hanno danni oculari a causa della VAD di cui circa il 60% muore pochi mesi dopo la cecità.

Tra i bambini affetti da VAD al di sotto dei cinque anni, circa 3 milioni rischiano di diventare ciechi. Ciononostante, la maggior parte - tra i 140 e 250 milioni - presentano solo manifestazioni sub-cliniche, e corrono un rischio maggiore di mortalità in quanto maggiormente suscettibili a contrarre infezioni.

Studi recenti hanno dimostrato che le donne in gravidanza affette da VAD sono esposte ad un maggior rischio di mortalità durante o subito dopo il parto e che delle piccole dosi di vitamina A, se fornite ogni settimana durante la gravidanza, possono ridurla del 50%.

La VAD indebolisce inoltre il sistema immunitario e di conseguenza incrementa considerevolmente la mortalità infantile ó ma anche adulta, a causa delle malattie infettive.

Inoltre la VAD contribuisce alla mortalità infantile da morbillo che colpisce ogni anno 1.1 milioni di bambini  ed è stata associata ad una maggiore suscettibilità alla malaria  ed alla trasmissione dell'HIV/AIDS da madre a figlio.


La lotta alla carenza di vitamina A

Le agenzie impegnate nella lotta contro le carenze da micronutrienti quando spiegano perché la carenza di Vitamina A non sia stata ancora debellata, spesso fanno riferimento alla mancanza di volontà politica e di fondi per le soluzioni esistenti.

Secondo l'OMS, per debellare la VAD "è quindi necessario trovare la volontà politica e la capacità manageriale per attuare tecnologie e soluzioni disponibili".

Misure di transizione a breve termine, come l'integrazione degli alimenti e la somministrazione di Vitamina A, sono disponibili a costi minimi e vengono già attuate in 80 paesi del mondo. Esistono anche soluzioni a lungo termine basate sull'accesso a diete variate e ricche di vitamina A. Alcuni progressi sono stati fatti in questa direzione. L'OMS riferisce che il numero di infanti afflitti dalla cecità totale si è ridotto di circa due terzi nel corso degli ultimi 20 anni. L'UNICEF stima che c'è stato un declino della prevalenza della VAD del 40 % tra il 1988 ed il 1998 . Alcuni paesi, incluso l'Indonesia, il Vietnam e le Filippine, hanno quasi eliminato la cecità totale nel corso degli ultimi anni.