I bioprocessi

Bioprocessi tradizionali: sono quelli più importanti sul piano commerciale, con essi si ottengono bevande ed alimenti.
 
Bioprocessi non tradizionali con microrganismi: si producono metaboliti primari essenziali come
acido acetico, acido lattico, glicerolo, acetone, alcol butilico, acidi organici, amminoacidi, vitamine e polisaccaridi
si producono metaboliti secondari quali
la penicillina, streptomicina, cefalosporine, gibberelline ed altri
  si producono enzimi esocellulari come
 le amilasi, le pectinasi e le proteasi  enzimi endocellulari come l'invertasi, l'asparaginasi, le endonucleasi di restrizione
 
Bioprocessi non tradizionali con cellule vegetali: si producono aromi alimentari, profumi, sostanze farmacologiche ed altro ancora..
 
Bioprocessi non tradizionali con cellule di mammifero:

si ottengono anticorpi e vaccini

si ottengono particolari proteine come gli interferoni e le interleuchine

 
 

I prodotti dei bioprocessi organizzati per settore industriale

Settore

Attività

Industria chimica

 

organica (di base)

Etanolo, acetone, butanolo

 

Acidi organici (citrico, itaconico)

organica (fine)

Enzimi

 

Essenze per l’industria cosmetica

 

Polimeri (soprattutto polisaccaridi) 

   

Inorganica

Bioestrazione, bioaccumulazione e biolisciviazione di metalli

 

(Cu, U) 

   

Industria farmaceutica

Antibiotici

 

Reagenti per la diagnostica (enzimi, anticorpi monoclonali)

 

Inibitori di enzimi

 

steroidi

 

Vaccini 

   

Industria dei combustibili

Etanolo (benzina all’etanolo)

 

Metano (biogas)

 

Biomassa 

   

Industria alimentare

Prodotti caseari (formaggi, yogurt)

 

Bevanda (alcolici, tè, caffè)

 

Lievito da panificazione

 

Additivi alimentari (antiossidanti, coloranti, aromi, stabilizzanti)

 

Cibi esotici (salsa di soia, tempeh, miso)

 

Funghi coltivati

 

Amminoacidi, vitamine

 

Prodotti amilacei

 

sciroppi di glucosio e ad elevato contenuto di fruttosio

 

Modificazione funzionale di proteine, pectine

   

Agricoltura

Mangimi per animali (SCP)

 

Vaccini veterinari

 

Processi di insilamento e compostaggio

 

Pesticidi microbici

 

Inoculanti di Rhizobium e di altri batteri azotofissatori

 

Inoculanti di micorrize

 

Colture di cellule e dl tessuti vegetali (propagazione vegetativa,produzione di embrioni, miglioramento genetico)

 

 Quali sono i vantaggi e gli svantaggi di un bioprocesso rispetto ad un processo chimico?

Vantaggi Svantaggi
produzione di molecole complesse facile contaminazione
rese superiori necessità di processi di separazione a valle

condizioni di lavorazione più blande

(temp. più basse, pH quasi neutro)

approvvigionamento, gestione e scarico di ingenti volumi d'acqua
catalisi più specifica lentezza del processo
ottenimento di un composto isomerico  

 

Dove avviene un bioprocesso? In un bioreattore (o fermentatore)

Il bioreattore

È un opportuno sistema fisico/termico di contenimento, dove si mantengono le cellule in coltura nelle condizioni ambientali più favorevoli alla crescita.

 

I modelli di bioreattore vanno da semplici recipienti che possono o meno funzionare anche da agitatori, fino a complessi sistemi asettici, regolati e integrati a vari livelli dagli input che giungono dall'unità centrale di un computer.

 

Di base i bioreattori sono quindi di due tipi:

1° tipo: contenitori non asettici (es. per la fabbricazione della birra, per lo smaltimento delle acque reflue)

2° tipo: contenitori asettici (es. produzione di antibiotici, vitamine e polisaccaridi)

 

Le modalità principali con cui si coltivano i microrganismi all'interno di un bioreattore sono 5:

colture in batch (a sistema chiuso) :

si inoculano microrganismi in un volume fisso di terreno liquido; mentre si sviluppa la crescita microbica, le sostanze nutritive si consumano e i prodotti della crescita (biomassa, metaboliti) si accumulano; perciò, l'ambiente nutritivo all'interno del bioreattore è soggetto a continue variazioni, che a loro volta provocano cambiamenti nel metabolismo cellulare. Infine le cellule cessano di moltiplicarsi, in seguito all'esaurimento  o alla scarsità del nutriente o dei nutrienti e all'accumulo delle sostanze tossiche di rifiuto, escrete dagli organismi stessi.

colture in fed batch:

per fare aumentare la fase stazionaria si addiziona gradualmente il terreno, così da aumentare il volume della coltura
colture in perfusione: l'addizione di una certa quantità di terreno fresco e il prelievo di un ugual volume di terreno usato, privo di cellule; questo metodo viene applicato nelle colture di cellule animali
colture semicontinue:
colture continue: si addiziona ad una coltura in batch, durante la fase di crescita esponenziale, una certa quantità di terreno fresco e si preleva un identico volume di terreno con cellule; si ottiene una crescita pressochè bilanciata, con scarse fluttuazioni nelle concentrazioni di nutrienti e di metaboliti, nel numero di cellule o nella quantità di biomassa.
colture su strato solido: ,nella completa assenza o quasi di acqua allo stato libero. I substrati solidi più usati sono chicchi di cereali, semi di legumi, crusca di grano, materiali ligninocellulosici come la paglia, la segatura e i trucioli di legno, e moltissimi altri materiali di origine vegetale o animale. 
  
  
I bioprocessi possono avvenire: in fermentatori statici o agitati meccanicamente
in presenza di ossigeno o in sua assenza
in un mezzo liquido o su un substrato solido
  
I microrganismi possono crescere in sospensione o su superfici  (adesione grazie a procedure di immobilizzazione)

 

Lo scopo ultimo di ogni processo di fermentazione è assicurare che ogni parte del sistema sia soggetto alle stesse condizioni:

 

L'operatività di un bioreattore viene ottimizzata se si rispettano i seguenti principi guida:

 

 1. il bioreattore deve essere progettato e costruito in modo da impedire l'ingresso di organismi contaminanti e, al tempo stesso, la fuoriuscita degli organismi produttori;

 2. il volume della coltura deve rimanere costante, ovvero non devono esserci né perdite né evaporazione;

 3. nel caso di colture di organismi aerobici, l'ossigeno disciolto deve rimanere al di sopra del livello critico e la coltura deve essere costantemente agitata;

 4. i parametri ambientali, come temperatura, pH ecc., devono essere strettamente controllati, e tutti i componenti ben miscelati nell'intero volume della coltura.

 

Il problema dell'ossigenazione,

ha trovato due diversi tipi di soluzione:

  1. L'uso di dispositivi meccanici sia per l'agitazione che per l'areazione 
=> consumo energetico relativamente alto , vedi il bioreattore ad agitazione continua, largamente impiegato in laboratorio e nei processi industriali (CSTR, da continuously stirred tank reactor)
  1. lo sfruttamento della diffusione dell'aria, al fine di creare nel bioreattore un flusso forzato e controllato di liquido
=> consumo energetico relativamente basso , vedi il bioreattore a riciclo o a ciclo chiuso (recycle or loop reactor)

 

Lo sviluppo di un processo di fermentazione

3 STADI: 1. Screening

2. Studio pilota,

per determinare le condizioni operative ottimali in un bioreattore con capacità che va dai 5 ai 200 litri

3. Trasposizione dello studio pilota su scala di produzione e realizzazione dell'impianto

 

La messa a punto dei terreni di coltura per processi di fermentazione

Bisogna tener conto:

dell'acqua, la componente dominante nella maggior parte dei casi; il suo approvvigionamento ed il suo uso devono essere sottoposti a costante monitoraggio e attenti controlli.

delle esigenze metaboliche del microrganismo.

del costo delle materie prime.

delle procedure di sterilizzazione (devono arrecare il minor danno possibile ai componenti del terreno ed il maggior danno possibile ai microrganismi).

 

Tecnologia delle colture di cellule vegetali e di cellule di mammifero

-Attualmente sono disponibili processi su larga scala per coltivare in sospensione le cellule di molte specie vegetali, con rese eccezionali dei prodotti caratteristici delle piante intere, ad esempio alcaloidi, nicotina e ginseng. I metodi per crescere le cellule vegetali in coltura in fase liquida agitate sono derivati dalle tecniche microbiologiche.

-La coltivazione di cellule e tessuti di mammifero è ormai una tecnica assai diffusa nella citologia e nella biotecnologia moderna. La gamma dei tipi cellulari che oggi si possono far crescere in coltura, già molto ampia e comunque in rapida espansione, comprende cellule derivate da numerosi organi e tessuti - osso, cartilagine, fegato, polmoni, mammella, epidermide, vescica, rene, sistema nervoso, ipofisi - e da vari tipi di cancro. Fra i problemi principali che ancora ostacolano la coltivazione massiva di cellule di mammifero vi sono l'estrema sensibilità di queste cellule alle impurità dell'acqua, i costi e i controlli di qualità richiesti dai terreni di coltura, e la necessità di evitare la contaminazione di microrganismi, che crescono più rapidamente. Le colture di cellule di mammifero fresche vengono definite colture primarie. Dopo esse­re stata suddivisa e trasferita su terreni freschi per avviare sottocolture, una linea cellulare muore oppure «si trasforma», dando origine a una linea cellulare continua. L'effetto principale della trasformazione in vitro è l'immortalità delle cellule. La crescita delle colture monostrato di cellule animali dipende dall'area della superficie a cui le cellule possono aderire; la ricerca di nuovi sistemi per questo tipo di colture si è quindi rivolta allo sviluppo di metodi che aumentano l'area di superficie disponibile. I primi sistemi impiegavano provette o recipienti rotanti per garantire l'efficienza degli scambi di sostanze nutritive e di gas. Di recente è stato messo a punto un sistema molto sofisticato, in cui la crescita delle cellule avviene in tubi di Teflon spiralizzati e gas-permeabili. Tra le innovazioni più recenti e più rilevanti in questo campo vi è un metodo che combina la coltura in sospensione con la coltura su superfici, e che consiste nell'utilizzo di microsferette come supporti per le cellule. In sostanza, le cellule che crescono solo se ancorate a superfici che aderiscono a speciali sfere di DEAE-Sephadex  capaci di flottare, cioè di restare in sospensione.

 

 

Le lavorazioni a valle

Si  occupano di estrarre e purificare il prodotto finale desiderato. Queste lavorazioni dovrebbero rispettare sempre il criterio di ridurre al minimo la quantità di prodotto che va perduta. Le lavorazioni a valle rappresentano una voce che incide in misura rilevante sui costi complessivi dei bioprocessi, nonostante siano anche l'aspetto meno affascinante della biotecnologia. Qualunque miglioramento apportato a questa fase della produzione si risolverà in un aumento dell'efficienza complessiva dei bioprocessi e contribuirà a ridurne i costi.

La prima delle lavorazioni a valle è la

separazione in fase liquida e fase solida del brodo contenuto nel bioreattore;

quindi seguono la

concentrazione e la purificazione del prodotto,

che implicano di norma molteplici operazioni. I metodi effettivamente in uso o soltanto proposti, che variano dai più convenzionali alle tecniche più astruse, comprendono tra gli altri: la distillazione, la centrifugazione, la filtrazione, l'ultrafiltrazione, l'estrazione con solventi, l'adsorbimento, la filtrazione con membrane selettive, l'osmosi inversa, la gel filtrazione, l'elettroforesi e la cromatografia di affinità.

Per essere adatti alla distribuzione commerciale, i prodotti finali dei processi di purificazione devono possedere un certo grado di stabilità. In generale, il mezzo migliore per

conferire stabilità

consiste in un processo di disidratazione, per ottenere il quale si può ricorrere a varie tecniche: l'essiccazione di liquidi nebulizzati (spray-drying), l'essiccazione a letto fluido o la liofilizzazione; il metodo prescelto dipende dal tipo di prodotto e dai costi. Fra i prodotti venduti in forma disidratata vi sono acidi organici, amminoacidi, antibiotici, polisaccaridi, enzimi, SCP e molti altri ancora.

 

 

Operazioni delle lavorazioni a valle

Separazione Concentrazione Purificazione Modificazione Essiccazione

filtrazione

centifugazione

flottazione

degradazione

solubilizzazione

estrazione

trattamenti termici

filtrazione con membrane

precipitazione

cristallizzazione

cromatografia