I brevetti sugli organismi viventi

Definizione di brevetto:

 

    lo strumento giuridico che accerta la paternità di un opera dell'ingegno    

L'inizio della corsa al brevetto si ebbe a partire dal 1980 quando la Corte Suprema degli Stati Uniti dette ragione alla General Electric che aveva richiesto il brevetto per un batterio in grado di ripulire i mari e le coste dai residui dei disastri petroliferi.

I brevetti hanno l'unico effetto (e l'evidente scopo) di istituire un regime di monopolio, in cui il primo a brevettare una sequenza genica o un procedimento biotecnologico può impedire a chiunque altro di farne uso in qualunque modo (anche se il nuovo uso non ha alcuna relazione con quello descritto nel brevetto), o esigere diritti illimitatamente alti per concederne l'utilizzo.

Le industrie biotec statunitensi dalla fine degli anni '80 hanno cominciato ad esercitare una forte pressione sui vertici della comunità europea perché venisse emanata una Direttiva sulla falsariga di quella americana. Risultato:

10 anni di dibattiti, bocciatura da parte del Parlamento Europeo nel 1995, approvazione il 12 Maggio 98 da parte del Parlamento Europeo della Direttiva 98/44/CE dal titolo "Protezione giuridica delle invenzioni biotecnologiche"

 

Cosa prevede? La brevettabilità di materiali biologici, materiali con informazioni geniche, autoriproducibili o capaci di riprodursi in un sistema biologico, modificati con sistemi diversi da quelli naturali.

 

È come quella americana? Sulla carta no, perché vengono introdotti alcuni aspetti etici, ma in maniera così ambigua che viene reso tutto lecito, compresa la brevettabilità di parti e geni del corpo umano, la clonazione di embrioni umani ed il loro uso a scopi sperimentali, nonché l'appropriazione dei geni dei cittadini e della biodiversità dei popoli.

 

È sospetto il fatto che le stesse industrie che si battono con tutte le loro forze a favore dei brevetti rifiutino poi violentemente, in base al principio della sostanziale equivalenza, l'etichettatura indicante l'origine dei prodotti. Questo non è solo contraddittorio da un punto di vista logico (se gli Ogm sono cosí simili ai prodotti naturali da non dover essere identificati da una specifica etichetta, dov'è la «novità sostanziale» che la legge esige come presupposto indispensabile alla concessione di un brevetto?), ma è estremamente disonesto e pericoloso.

 

L'esorbitante numero di brevetti sul vivente attualmente in vigore sta avendo l'effetto di paralizzare la ricerca biologica e medica.

Esempi di cosa ha portato la brevettabilità in un crescendo di confusione:

 

Da sottolineare inoltre che le proprietà di ciascun gene dipendono da un complesso di fattori cromosomici, cellulari, fisiologici ed evolutivi. Uno dei requisiti preliminari per la richiesta di un brevetto è la capacità di descrivere esaurientemente l'oggetto della richiesta: questo requisito, facile da soddisfare per un macchinario, è di difficoltà enorme per un gene.